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Parliamo di cibo e cucina

Author Ganascia    Categoria Editoriale     Tag

Sull’ottima proposta dei Gourmets, stabiliamo questo post come aggancio per le discussioni su cibo e cucina in generale: tendenze, gusti, tecniche e chi più ne ha più ne metta!

Se avete richieste da fare, o volete parlare di un cibo specifico, o volete dire la vostra su una tendenza della cucina contemporanea, questo è lo spazio per voi.

9 Commenti to “Parliamo di cibo e cucina”

  • Les Gourmets 19 gennaio 2010 alle 11:14

    Mi sa che questo sarà un bello spazio!!!
    Direi subito di approfondire il discorso sulla cinta senese…ora che mi ci hai fatto pensare la carne di questo suino non è come quella di un maiale “normale”, ma mi sembra di ricordare che sia un po’ più scuretta.
    E se non ricordo male quando si mangiò da Candalla la tagliata di cinta non era assolutamente ben cotta, bensì ancora rosata al centro ed era buonissima.
    Dovrò approfondire questa cosa al più presto con una prova sui diversi tempi di cottura…

  • Ganascia 19 gennaio 2010 alle 11:20

    A questo proposito c’è questo bell’articolo di Bressanini sul blog de Le Scienze che è una bellissima lettura

  • Ganascia 19 gennaio 2010 alle 11:26

    Comunque, le carni delle razze di maiale “rustiche”, allevate allo stato brado sono migliori, più muscolari per l’esercizio fisico. Anche la qualità e soprattutto la distribuzione del grasso sono differenti e superiori rispetto al “large white” che è il maialone rosa che tutti conosciamo, ottimizzato negli anni per la quantità di carne e sempre più leggero in grassi. E la carne di maiale magra non è buona come l’altra.

  • Les Gourmets 19 gennaio 2010 alle 13:07

    Concordo!
    Mi ricordo quando il mi’ nonno c’aveva i maiali…nelle bistecchine c’erano 2 dita di grasso e la carne aveva una sapore unico.

  • GGGiant 19 gennaio 2010 alle 15:32

    Il filetto di maiale ad esempio, che sia di cinta o no, io lo mangio non proprio al sangue ma neanche ben cotto, altrimenti diventa un sasso. Non so se questo sia pericoloso o no, probabilmente si, ma per ora son sopravvissuta… :-)
    Ritornando al discorso della fondue bourguignonne (vedi CIRITORNO), io l’ho trovata con carni miste (maiale, oca, pollo, etc.) anche in francia, quindi suppongo che non sia proprio proprio un eresia… In effetti io ho provato e se l’olio e’ ben caldo e i pezzetti ce li lasci un pelino in piu’, sono cosi’ piccoli che cuociono bene anche dentro…

  • robinson 19 gennaio 2010 alle 16:11

    Si tratta sicuramente di una cucina particolare, che mal si adatta ai gusti di tutti; ad esempio a me l’idea non attira per niente (tranne quella del cioccolato, ma è un’altra cosa), ma de gustibus…Sicuramente richiede una professionalità maggiore, rispetto ad altre cucine che potrebbero improvvisarsi meglio, ma quella del pollo e del maiale è una prassi assai diffusa, si tratta però di pezzi non grandissimi, per cui non vedo perché non dovrebbero cuocere come uno desidera.

  • Loquilla 20 gennaio 2010 alle 20:58

    A qualcuno interessa aprire una garbata discussione sul tema qualità del pane a Pisa? Ci vivo da dieci anni e non mi riesce di trovare né una panetteria né una tipologia di pane che il giorno dopo non sia un’ arma contundente, ma sarei curiosa di ricevere consigli e suggerimento in merito (casomai anche sconfinando in provincia)

  • Ganascia 21 gennaio 2010 alle 06:56

    Volentieri: vox populi dice che la panetteria migliore di Pisa sia quella di via l’arancio, e in effetti il pane gigante che fanno lì è molto buono e dura tanto. Io lo trovo buono nache il piazza delle vettovaglie presso la piccola pizzicheria accanto alla vineria, quello a lievitazione naturale è strepitoso.
    In generale comunque trovo che la diavola sia un pane discreto, anche perché da dove vengo è sicuramente peggio :)

  • bag 21 gennaio 2010 alle 13:28

    Un pane che mipiace molto è lo stinco che fanno al panificio Del Punta in Sant’Ermete, è decente anche il giorno dopo.
    Da provare sicuramente la loro schiacciata, è qualcosa di fantastico, se ci andate nelle ore di punta, armatevi di pazienze che ci troverete la fila fuori, ma ne vale la pena.

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