Archivi del mese: marzo 2010

Finti canestrelli

Questi canestrelli sono “finti” perché in realtà non hanno fino in fondo il sapore dei canestrelli (come avrei voluto che avessero), però sono veramente degli ottimi biscotti.

Navigando in internet per trovare la ricetta dei suddetti biscotti liguri, mi sono imbattuta in questa ricetta, pubblicata sul Cookaround forum, che mi ha veramente incuriosito…

Ingredienti (leggermente rivisitati):

  • 250 gr di burro
  • 100 gr di zucchero a velo
  • 400 gr di farina (in teoria erano 200 di farina e 200 di fecola, ma avevo scordato di comprarla)
  • 4 tuorli sodi (si, avete capito bene 🙂 )
  • sale
  • vaniglia

In pratica si amalgama il tutto come se si stesse facendo una pasta frolla, aggiungendo però i tuorli precedentemente rassodati e passati al colino (per non ritrovarsi troccoli qua e là). La pasta, contrariamente a quanto credevo, si è amalgamata anche senza nessun tipo di liquido, a parte il burro. Ho quindi fatto riposare ed ho poi tagliato dei biscotti piuttosto altini, che ho fatto cuocere per una 20ina di minuti a circa 160° (devono cuocere lentamente e non dorarsi troppo).

Il risultato è un biscotto friabilissimo, saporito, ma delicatissimo, infatti credo sarebbe impossibile farci una crostata, non ne sopporterebbe il peso…certo non sapevano di canestrelli, ma alla fine non se ne è sentita la mancanza 😉 …

Minestrone di lenticchie

Altra ricetta della mia nonna trentina a cui sono molto molto affezionata…

Da piccola (ma anche adesso) era il classico piatto che la mia nonna mi faceva per farmi felice, mi piaceva così tanto che arrivavo a mangiarne anche 5/6 piattate (anche da piccina ero d’appetito 🙂 )…

In questa ricetta si vede veramente come in passato ci si arrangiasse veramente con una spesa minima. Il costo totale per farne una pentolata immensa credo si aggiri su 1,50 euro.

Ingredienti:

  • lenticchie (vanno bene sia in barattolo che secche, varia solo il tempo di cottura del minestrone)
  • Odori (1 carota, 1 cipolla, 1 costa di sedano, 1 patata)
  • olio 4 cucchiai
  • 3 cucchiai di farina
  • pasta tipo ditalini rigati

Riempire una bella pentola di acqua, quindi versare le lenticchie e aggiungere gli odori interi (prima della fine andranno levati), portare quindi a ebollizione.

Da parte bisogna fare il brubrusà (come lo ha sempre chiamato la mia nonna, credo per il fatto che si tratta di una poltiglia ustionantissima…) che consiste nello scaldare leggermente l’olio, aggiungere la farina mescolando bene (deve diventare una pappa) e farlo abbrustolire leggermente sempre mescolando. In pratica dovrebbe diventare doratino, dovreste vedere, mescolando, che sul fondo inizia a diventare marroncino, ma non deve comunque sapere di bruciato. Sarà questa pappetta che darà alla minestra la sua densità, il colore marroncino e il suo sapore indimenticabile.

A questo punto si versa il brubrusà nella minestra e si porta a cottura il tutto. Si aggiunge quindi la pastina e si mangia così, senza nient’altro.

Sfoglia di carciofi e porri

Sfoglia di carciofi e porri

Prologo

“Ciao … mamma…  volevamo venire a…”

“Venite voi…?!!!”

“(acc… pork…) no no non disturbi affatto figurati… qualcosa facciamo … non ti preoccupare”

“oooo maritozza vengono i miei a cena… cosa c’è in frigo ?.   Niente !!! come niente !!! “

Ingredienti

  • 4 Carciofi
  • 1 Porro
  • 350 gr di Ricotta
  • 2 Uova
  • 3 Cucchiai di parmigiano
  • 50 gr di Mortadella
  • Pasta sfoglia

Preparazione

Appassire il porro e i carciofi in una padella antiaderente con un filo di olio. Nel frattempo in una ciotola a parte mischiamo la ricotta con le due uova e uniamo il porro e i carciofi. Aggiungiamo il parmigiano la mortadella tritata un pizzico di pepe e io metto sempre un po’ di noce moscata… non so mi da un che….

Disponiamo la pasta nella teglia sopra un foglio di carta da forno e versiamo il contenuto. Cuociamo il tutto nel forno ventilato 30 minuti 180 gradi.

Spaghetti alla Fiora

Questa ricetta ha per me un grande valore sentimentale.

Spaghetti alla Fiora

Nei primi anni ‘70 il maggiore (non di molto) albergo del paese, l’Hotel Fiora, era gestito da un simpatico tizio di Roma, tale La Mora.

Era un ottimo cliente di mio padre (macellaio) e ogni tanto, tra un viaggio di bistecche e l’altro, capitava che ci fermassimo a mangiare lì. Non molto spesso, perché in quegli anni non lo facevamo di frequente, ma io mi divertivo sempre tanto.

La cucina dell’albergo era molto semplice, ma La Mora si era inventato questa ricetta, in realtà una sorta di arrabbiata più ‘gnorante, come specialità dell’albergo, e qesto vi dia la misura della cucina in quegli anni.

Fatto sta che io conservo un ricordo preciso e piacevole dei profumi e del pizzicore degli spaghetti alla Fiora, una specie di madeleine agliata e pizzicosa…

Ingredienti (per me)

  • 2 spicchi d’aglio (sì, 2 spicchi)
  • 1 mazzolino di prezzemolo
  • 1 peperoncino
  • 1 pomodoro pelato
  • Parmigiano

Preparazione

Mentre la pasta cuoce soffriggete in olio evo un trito di aglio, metà del prezzemolo e peperoncino. Dopo 2 o 3 minuti unite il pomodoro e aggiustate di sale. Addensate leggermente, ma il tutto deve cuocere poco. Si devono sentire molto l’aglio e la piccanza: deve far spalancare la bocca.

Saltate la pasta nel sugo e spolverizzate abbondantemente col resto del prezzemolo tritato.

Una incaciata ci sta molto bene.


Pannacotta

Erano anni che non mangiavo la pannacotta, poi l’altro giorno sono stata a pranzo con dei colleghi nell’unico ristorante italiano affrontabile di tutta la Borgogna e la proprietaria calabrese ha tanto insistito per farcela prendere perché l’aveva fatta lei con le sue manine.

Io l’avevo sempre immaginata una cosa abbastanza difficile da fare, mi dicevo “la vendono in bustine, quindi vuol dire che farla da soli deve essere veramente complicato…”...invece no, è veramente di una facilità estrema.

Spulciando su internet si trovano varie ricette, in molte delle quali le dosi sono metà latte e metà panna (o addirittura meno panna che latte)…ma non era PANNAcotta!?!?!? Io quindi ci sono andata giù pesante ed ho utilizzato i seguenti ingredienti (per 6 persone):

  • 500 ml di panna liquida
  • 150 gr di zucchero (ma secondo me vanno bene anche 120-130 gr)
  • 3 fogli di gelatina (colla di pesce)
  • una bacca di vaniglia

Innanzitutto mettere a bagno in acqua fredda la gelatina per 10-15 min. Quindi scaldare la panna con lo zucchero e la bacca di vaniglia aperta a metà, facendo attenzione a non farla bollire. Mescolare finché lo zucchero non è sciolto completamente, quindi aggiungere la gelatina ben strizzata e mescolare fino a che non è perfettamente sciolta.

Mettere quindi il composto in degli stampini e riporre in frigo per almeno 3-4 ore, meglio se una notte intera.

Guarnire a piacimento (io ho messo del cioccolato fondente fuso e delle fragole come decorazione).

Una golosità!!

Clam Chowder

Clam Chowder

Il Clam Chowder è il piatto più famoso della cucina del New England. Lo volevo preparare da tantissimo tempo, da quando, più di 10 anni fa, mi venne regalato un libro di cucina internazionale di un cuoco americano. Per gli Stati Uniti c’erano cose tipo gli spiedini di alligatore, facili da preparare in Italia, e questa zuppa di molluschi. Comunque, niente da fare. Recentemente, durante una cena natalizia con i rappresentanti di una ditta mia cliente, il personale della quale è composto al 90% da stranieri, ci fu una discussione sul clam chowder, visto che uno dei commensali è di Pittsburg. Mi ha promesso di darmi la ricetta di casa sua, ma nel frattempo ieri mattina sono andato dal pesciaiolo e quando ho visto delle vongole veraci meravigliose ho deciso di provare ugualmente.

Ho fatto un po’ di ricerche in internet ma alla fine ho riadattato un po’ una ricetta che trovavo più plausibile. Quando il signor Sy mi darà la sua ricetta, pubblicherò anche quella in calce a questa.

Nota: le clam della ricetta originale sono una varietà atlantica più grossa delle nostre vongole, ma le nostre veraci ci assomigliano parecchio.

Ingredienti per 4

  • 1Kg vongole veraci

per il brodo:

  • 1 porro
  • 1 carota
  • ½ cipolla
  • Prezzemolo
  • Timo
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • Pepe nero in grani
  • 1 presa di sale grosso

per la zuppa:

  • 100g pancetta
  • ½ cipolla 1
  • 2 patate medie
  • 150 ml di panna fresca
  • 1 cipollotto

Preparazione

Sciacquare bene le vongole. Tagliare a pezzettoni tutte le verdure per il brodo, che metterete a soffriggere leggermente in una pentola capiente con un po’ di olio d’oliva. Dopo pochi minuti aggiungere 1 litro di acqua, il vino  la presa di sale grosso e portate a bollore. Dopo 15 minuti di bollitura aggiungete le vongole e fatele aprire (occorrono solo pochi minuti). Spegnete e con una schiumarola togliete le vongole e mettetele da parte (io le ho sgusciate una buona metà). FIltrate il brodo e mettetelo da parte.

Nella stessa pentolona mettete in poco olio a soffriggere metà della pancetta con la cipolla e, quando la cipolla sarà imbiondita, le patate a dadini. Rosolate un po’ e poi aggiungete il brodo facendo cuocere per 15 minuti.

Frullate metà di questa zuppa e rimettetela nella pentola.

Nel frattempo tagliate la restante pancetta e scaldatela in padella senza nient’altro fino a renderla croccante, quindi tritate il cipollotto.

Qualche minuto prima di servire unite la panna e le vongole. Non dovrebbe servire altro sale ad di fuori di quello iniziale del brodo.

Servite nei piatti o nelle scodelle decorando col cipollotto e la pancetta croccante. Una bella grattugiata di pepe fresco ci sta benissimo.

La zuppa è molto buona, va superata da parte dei commensali la diffidenza verso una preparazione di pesce con panna, ma basta il primo cucchiaio…

Pasta primaverile piselli & baccelli

Pasta piselli e baccelli

Dopo il tempo schifoso della settimana passata, andare stamattina al mercato delle vettovaglie col sole e una temperatura umana è stato più di un piacere. La mia verduraia di fiducia stamattina aveva un po’ di cose decisamente stimolanti, così è nata questa pastasciuttina moooolto soddisfacente.

Ingredienti per 2

  • 1 cipollotto
  • 1 cucchiaio di lardo salato a dadini
  • Piselli freschi
  • Baccelli (fave per i non toscani) freschi
  • 5 o 6 pomodorini datterini
  • Pecorino

Preparazione

Mentre bolle l’acqua e cuoce la pasta, soffriggere per pochisismi minuti il cipollotto tritato in un filo d’olio, poi unire il lardo salato. Sgranare nella padella un po’ di piselli e baccelli, e dopo due o tre minuti di insaporimento unire anche i pomodorini a pezzettini.

Aggiustare di sale e stufare leggermente. Poiché sono i primi, i legumi saranno tenerissimi in poco tempo. Casomai aggiungete un pochina d’acqua di cottura della pasta.

Saltare la pasta nel sugo e spolverizzare di pecorino grattugiato: INSTANT PRIMAVERA!

PS. Togliendo il lardo può essere un ottimo primo vegetariano…

Soufflé di ricotta al profumo di arancia

Questo soufflé è nato per caso, anzi, più che altro per mancanza di tempo, e può tornare utilissimo in caso di ospiti improvvisi: semplice, veloce, leggero e fa la sua porca figura!!

Ingredienti per 5/6 tortini:

  • 250gr di ricotta
  • 3 uova
  • 3 cucchiai di zucchero
  • 1 cucchiaio di farina
  • la scorza grattugiata di un’arancia
  • mezza stecca di vaniglia
  • burro e farina per gli stampini
  • due cucchiai di marmellata di arance per la salsa (facoltativa)

Passate la ricotta al colino perché si amalgami più omogeneamente, quindi aggiungete lo zucchero e mescolate bene. Aggiungete poi nell’ordine i rossi d’uovo, la farina, la scorza dell’arancia, i semini contenuti nella bacca di vaniglia e infine i bianchi d’uovo montati a neve, facendo attenzione a mescolare incorporando aria.

Imburrate bene gli stampini, riempiteli e mettete in frigo fino al momento della cottura (io ne ho anche surgelati un paio, vedremo che effetto faranno…).

Scaldate bene il forno a 190° e infornateli per circa 12-15 minuti a seconda del vostro forno.

I miei si sono gonfiati tantissimo ed hanno fatto una graziosa crosticina bruna sulla superficie, dentro la ricotta è rimasta bella umida, ma compatta, e la poca dolcezza ha fatto ben risaltare i sapori dell’arancia e della vaniglia.

Io l’ho servita con una cucchiaiata di marmellata di arance scaldata in un pentolino con un pochino d’acqua (che può essere volendo anche un po’ di liquore o di vino dolce).

Sformato di polenta

Non so voi, ma a me fare un quantitativo umano di polenta non m’è mai riuscito…anche con le migliori intenzioni va sempre a finire che me ne viene fuori per un reggimento!!! E’ da questo “vizietto” che nasce, tra le altre, questa ricetta.

Ieri sera, oltre a una vagonata di polenta, avevo fatto anche una barilata di spezzatino, per cui facendo 2+2 è venuto fuori uno sformato di polenta e spezzatino. 🙂

Ingredienti:

  • polenta del giorno prima (quindi induritasi)
  • spezzatino con le olive
  • parmigiano
  • mozzarella

Fate a fette la polenta e fatene uno strato in una teglia imburrata o antiaderente. Coprite lo strato di polenta con dello spezzatino fatto a pezzetti e il suo sugo, una manciata di parmigiano grattugiato e qualche cubetto di mozzarella. Allo stesso modo fate altri 2/3 strati, finendo con la mozzarella. Infornate a 200° per 10 minuti o finché comunque non vedete la superficie bella dorata.

In pratica mangerete la stessa cosa che avete mangiato la sera prima, ma vi sembrerà di gustare un piatto nuovo…eh, si, l’essere umano è davvero facilmente influenzabile!!! 😀

Pasta broccoli e pescatrice

Ancora un piatto della categoria cucina con gli avanzi!

L’altro giorno avevamo un pezzo di rana pescatrice avanzato dalla cena della sera prima e dei broccoli che ormai avevano preso la cittadinanza nel nostro frigo. Fate 2+2…

Ingredienti per 3 persone:

  • pasta corta a piacere 240 g,
  • rana pescatrice, l’ultimo pezzo della coda è perfetto,
  • broccoli, 1 cespuglietto,
  • 3 o 4 pomodorini pachino,
  • aglio,
  • un po’ di peperoncino,
  • un pochino di vino bianco secco,
  • olio evo, sale e pepe.

Pulire bene bene l’osso centrale della pescatrice dalla polpa attaccata, quindi tagliarla grossolanamente al coltello e buttare tutto in una padella bella calda con uno spicchio di aglio in camicia, il peperoncino e l’olio. Buttateci anche l’osso centrale che dà sapore. Far sfrigolare per 2 o 3 minuti e poi sfumare con il vino.

Tagliare le cimette del broccolo e aggiungerli alla rana pescatrice. A questo punto se avete un po’ di brodo di pesce è il momento di usarlo, altrimenti usate l’acqua della pasta per bagnare via via il sughetto perché non si asciughi troppo. Una decina di minuti di cottura ci vogliono tutti. Verso la fine aggiungete i pomodorini tagliati a metà. Volendo se ne può fare anche a meno.

Scolate la pasta molto al dente e finite la cottura in padella. Prima di servire ricordatevi di togliere l’aglio e l’osso della pescatrice.

Buona, però non fatela troppo spesso in quanto la rana pescatrice è uno di quei pesci che non si dovrebbero mangiare perché stanno scomparendo. Noi l’abbiamo presa quella sera perché la nostra commensale non mangia il pesce con le lische…A la prochaine!