Tarte au pommes à la normande

Ovvia, giù, raccontiamo anche questa.
A dire il vero è tanto che non la faccio, però è ultra collaudata, l’ho imparata durante una vacanza in Normandia, e da allora l’ho replicata n – volte; comunque è più adatta all’inverno.
Serve una pasta sfoglia, lo so che si può fare, ma è decisamente più semplice comprarla già pronta, refrigerata. Non sarà il massimo ma, insomma… oltretutto è già rotonda e guarnita di un foglio di carta da forno.
Come che sia, la si distende in una teglia di misura adeguata, in modo che i bordi si rialzino un po’.
Si prendono poi delle mele qualsiasi, anche se io preferisco le granny-smith, si sbucciano e tagliano in due. Si elimina il torsolo, e poi si tagliano a fettine regolari, per lungo o per traverso poco importa, in maniera però da lasciare ogni mezza mela “come intera”, con tutte le fettine appiccicate fra loro. Si mettono queste mezze mele sulla sfoglia, in modo da riempirla il più possibile. Devono essere messe con la parte piatta in basso, a contatto con la sfoglia. Il bordo della torta si può spennellare con albume d’uovo.
Si mandano in forno così, senza nient’altro, finché la pasta non è dorata e le mele aperte a ventaglio, con un effetto estetico notevole.
Nel frattempo si sarà preparata, a freddo, una mescolanza di due tuorli d’uovo, 200 ml di panna da cucina, zucchero e un paio di cucchiai di calvados.
Si sforna, si versa la mescolanza, e si rimette in forno ad assodare per qualche minuto.
Al momento di servire si scalda sul fornello un mezzo bicchiere di calvados, lo si infiamma e si versa sulla torta calda. Naturalmente va servita fiammeggiante, con un effetto estetico di tutto rispetto.
Il calvados è abbastanza alcolico, quindi scaldandolo si dovrebbe infiammare senza problemi, ma nulla vieta di rinforzarlo con un po’ di alcool da liquori, oppure di mettere prima il calvados sulla torta e poi versare l’alcool fiammeggiante, tanto quando la fiamma si spegne di alcool  non ce n’è più. Naturalmente se anziché il calvados abbiamo un’altra acquavite di mele, tipo il “Fine de Bretagne”, va bene lo stesso.
Con tre mele (cioè sei mezze mele), viene una torta di circa 25 cm di diametro, che basta all’incirca per sei persone. Se qualcuno la prova, poi mi dica cosa gliene pare.
Un cordiale saluto a tutti.

3 pensieri su “Tarte au pommes à la normande

  1. L’ho fatta ieri sera ma a mio modo… per le mele e la base ho usato lo steso procedimento ma per la crema ho variato un po’.

    Ecco la mia ricetta della crema:
    250 ml di creme freiche
    100 gr di zucchero
    50 gr di farina di mandorle
    3 cucchiai di grand marnier (non ho trovato il calvados…)
    2 rossi d’uovo
    una manciata di fietti di mandorle per guarnire la superficie.

    E’ venuta da dio!!!

  2. Anche io a volte la faccio, ma uso la pasta frolla al posto della sfoglia. La faccio cuocere prima in bianco per una decina di minuti, quindi procedo come indicato da Silvestro, eccezion fatta per la fiammeggiatura, che non ho mai provato e l’aggiunta di un goccio di cannella nella crema…anche così è eccezionale in tutta la sua semplicità!

    1. Alla frolla c’avevo pensato anche io, ci deve stare bene, pero poi non avevo voglia di farla e sono rimasta sulla classica sfoglia prepronta… 🙂
      Purtroppo la cannella é una delle poche cose che assolutamente odio (e il fatto che stia bene con le mele comporta che siano pochissime le torte di mele che mi piacciono…), quindi non credo che seguiró il tuo consiglio… Peró la farina di mandorle ci sta bene e dá un minimo di consistenza in piú alla crema lasciandola peró leggera, da provare.
      La rifaró a breve perché ai miei commensali e decisamente piaciuta…

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