Clafoutis alle mirabelles

Clafoutis parte seconda 😀

In questo periodo in Francia si trovano mirabelles a sfare, quindi, per usare parte dei 5kg di adorate prugnette comprati l’altro giorno, mi sono fatta dare dal Gourmet una delle ricette contenute nel suo libro di Felder sui clafoutis…

Le mirabelles sono delle susine piccole più o meno come delle ciliegie, non le ho mai trovate in Italia, ma per capirci sono delle susine che variano dal verdognolo al giallo, meno acquose delle nostre susine gialle e molto molto saporite.

Questa ricetta prevede anche la crème fraiche, che potete sostituire con 2/3 di yoghurt greco e 1/3 di panna.

Ingredienti:

  • 100 gr di farina di mandorle
  • 200 gr di zucchero semolato
  • 2 cucchiai di maizena
  • 4 uova intere + 2 tuorli
  • 7 cucchiai di crème fraiche
  • 500 gr di mirabelles
  • burro e zucchero per imburrare la teglia

Mescolare zucchero, maizena e farina di mandorle (io ho preso delle mandorle intere, che ho bollito per 30 secondi per levare la pellicina marrone e che ho poi passato in forno a tostare leggermente, quindi frullato per ottenere la farina). Aggiungere quindi i rossi e i tuorli e mescolare vivacemente. Incorporare la crème fraiche fino ad ottenere un composto omogeneo.

Imburrare la teglia e inzuccherarla, quindi disporre sul fondo le mirabelles, precedentemente lavate e denocciolate (mettetele pure una sopra l’altra tanto poi andranno aggiro da sole).

Infornare a 220° per 10 minuti, quindi abbassare il forno per altri 10-15 min circa.

Il risultato è meno budinoso del clafoutis classico, ma a detta degli amici francesi che lo hanno assaggiato, anche più buono.

2 pensieri su “Clafoutis alle mirabelles

    1. In realtà sono simili come sapore alle claudie, anche se non credo siano esattamente identiche, le mirabelle arrivano ad essere giallo oro con riflessi rossi e sono molto più piccole delle claudie, veramente quanto una ciliegia!
      Comunque oggi ci ho fatto anche la marmellata e ho fatto una foto ai frutti, appena posto la ricetta ce la aggiungo 🙂

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