Linguine al salmone secondo Ugo Tognazzi.

Per il mio gusto, i varii piatti di pasta al salmone sembra che sappiano tutti di aringa, e li ho sempre evitati finché non mi sono imbattuto in questo. Si trova nel suo libro “L’abbuffone”, di cui possiedo una copia trovata sulle bancarelle.
Siccome credo che sia ampiamente esaurito, ve la trascrivo volentieri. L’ho molte volte  collaudata, con ottimo successo (Trascrivo a memoria).
Servono naturalmente le linguine, o tagliolini, all’uovo, che si possono fare, ma anche comprare di buona marca.
Il condimento funziona così:
In una padella cipolla e burro, fare appassire senza colorire, poi prosciutto crudo a listarelle, un po’di vino bianco secco e cuocere per cinque minuti circa. Poi pomodori pelati o passata, altri minuti di cottura, e poi un goccio di brandy e panna, quel tanto “finché il sugo non diventa rosa salmone”. Alla fine il salmone tagliato a julienne, che deve “soltanto scaldarsi, non cuocere”. Si saltano le linguine ben al dente e si impiatta. Tognazzi consiglia altra panna, ma mi sembra superflua.
Per fare un po’ di scena invece, ho introdotto una variante: quando si portano in tavola, fiammeggiare con brandy, magari rinforzato con alcool da cucina (In tal caso si può fare a meno di quello aggiunto in cottura). La fatica è poca e l’effetto è notevole, e sono anche piuttosto buone, senza contare che possono servire ad utilizzare salmone e prosciutto avanzati da altre ricette.

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