Liquore di mirto

In questo periodo sto facendo il liquore di mirto, e vi trascrivo volentieri la ricetta. In realtà è semplicissima, e forse non ne varrebbe nemmeno la pena, se non fosse che da un po’ di tempo sento dei discorsi strani, del tipo: “il mirto cresce solo in Sardegna”, oppure “si ma quello sardo è meglio”, e cose del genere. Ora, io non è che mi intenda molto di botanica, ma suppongo che cresca ovunque nella macchia mediterranea. C è poi un mio amico che lo raccoglie sulle colline livornesi, e ogni anno mi regala un po’ di bacche. Ce le ho qui mentre scrivo, e questo credo che risolva ogni dubbio…
Come dicevo, il procedimento è semplicissimo.
Servono naturalmente le bacche di mirto, e quelle o le raccogliete da voi o le fate raccogliere da qualcuno, non vedo altre alternative.
Procuratevi poi dei recipienti con chiusura “quasi” ermetica (l’alcool evapora), riempiteli di bacche fino al tappo, non preoccupandosi se ci rimane qualche foglia, e poi colmateli di alcool da liquori.
Chiudeteli bene, metteteli in qualche posto dove non vi diano impiccio, e dimenticatevene per due o tre mesi.
Passato questo tempo, scolate le bacche strizzandole il più possibile (io uso un frullatore ad immersione per frantumarle, e poi un passaverdure per strizzarle,ma è un lavoraccio improbo. Se mi viene in mente qualcosa di meglio, poi ve lo dico). Preparate uno sciroppo di zucchero (nella proporzione di un chilo di zucchero con un litro di acqua), e aggiungetelo all’infuso, procedendo “per assaggi” per decidere quanto ce ne vuole. Di solito io lo faccio abbastanza secco, ma è questione di gusti. Naturalmente va servito ghiacciato.
Niente a che fare con quello commerciale.
Commenti:
C’è chi lo fa usando le foglie (il cosiddetto “mirto bianco”). Non l’ho mai provato, ma mi dicono che è più insipido.
Qualcuno lo tiene in infusione anche di più, ma c’è il pericolo che i tannini del nocciolo passino in soluzione, rendendolo aspro.
C’è da dire poi che il mirto è diventato quasi il simbolo della Sardegna, eppure è uno sviluppo recente, perché mi diceva un amico sardo di una certa età che, quando era ragazzo, c’era sì il liquore di mirto, ma era uno fra i tanti, e comunque nessuno lo considerava in modo particolare.

5 pensieri su “Liquore di mirto

  1. Mantengo la promessa, e vi aggiorno sulla “spremitura”.
    Come dicevo, strizzarle col passaverdure è un lavoraccio, perché sono dure, e l’ingranaggio salte di continuo fuori dalla sua sede. Anche il frullatore ad immersione funziona poco e male. Ci vorrebbe un torchio, ma non ce l’ho.
    Aloora mi è venuto in mente di far così: dopo averle scolate e strizzate quel tanto (o quelpoco) che ho potuto, le ho coperte a filo d’acqua e le ho fatte bollire per pochi minuti, così l’alcool residuo è passato nell’acqua. Poi ho usato quell’acqua,ormai nero-bluastra, per fare lo sciroppo di zucchero da aggiungere al liquore.
    Me ne è avanzato un po’, e l’ho imbottigliato come “mirto leggero”. In effetti uno sciroppo di mirto, leggermente alcoolico, che si può bere così o diluire con seltz.

  2. Non voglio fare il sardo prepotente, però una cosa te la voglio osservare, sulla procedura per fare il mirto niente da dire, se uno sa fare i liquori non e poi così difficile, anzi direi abbastanza semplice, riguardo alle foglie e alle bacche si! Io ho una zia che abita nelle Marche e anche lei il mirto lo fa sempre però dice che le bacche e il profumo che hanno le piante in Sardegna e molto più intenso. Nessuno mette in dubbio che il mirto e quello e la pianta e sempre la stessa , ma come tu sai ci sono piante che fuori dal suo ambiente naturale perdono un qualcosa!!!! Prova a mangiare un pomodoro in inverno e prova a mangiarlo in estate raccolto dall orto e vedi che la differenza c’è !!!!! Prova con le tue mani , prova a fare il mirto con le bacche che hai raccolto li e poi prova con le bacche raccolte, non in un giardino comune, ma proprio dal bel mezzo di un bosco e vedrai che anche tu ti dovrai ricredere!!! Ciao un amico dalla Sardegna

  3. Nessuna prepotenza, per carità. Sono perfettamente d’accordo che il microclima in cui cresce una pianta ne influenzi il sapore.
    Guarda però che il mio amico le bacche non le raccoglie in giardino, ma nella macchia (garriga?) mediterranea, sulle colline della costa livornese, in un ambiente non molto diverso dalle coste della Sardegna, per cui credo che l’aroma sia quanto meno confrontabile.

  4. Ho comprato in Sardegna le bacche x fare il mirto ma ho perso là ricette la bustina pesa 100 grammi qualkuno mi può aiutare

    1. Puoi desumere la ricetta da quanto sopra. Metti le bacche nell’alcool da liquori, in modo che risultino appena coperte. Dopo un paio di mesi le scoli, le strizzi; prepari poi uno sciroppo di zucchero, metà acqua e metà zucchero, lo lasci raffreddare, e poi lo aggiungi all’alcool, assaggiando finché non ti pare che la gradazione sia quella giusta. (Indicativamente, metà e metà).

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