apr
19

Ragù alla bolognese… in navigazione.

Buona sera a tutti.
Questa che vi scrivo è la ricetta classica classica del ragù alla bolognese, ma quello che è fuori dell’ordinario sono le condizioni di realizzazione. Dal momento che Ganascia ci ha sollecitato a dare non solo le ricette, ma anche aneddoti, commenti e così via, credo che ci si possa stare, altrimenti provvederà tranquillamente a cassarla. Se volete, prendetelo più come un raccontino che come una ricetta.
Premessa: come già detto altrove, sono un insegnante, e mi sono trovato la scorsa settimana in una gita scolastica “alternativa”: partiti da Livorno in pullmann, arrivati in Provenza abbiamo noleggiato cinque imbarcazioni fluviali e abbiamo cominciato a navigare fra chiuse e canali, ovviamente dormendo, cucinando e mangiando a bordo (il mio è un Istituto Nautico).
Cucinavano gli studenti (15 – 17 anni!) e quindi vi lascio immaginare… finché non abbiamo scoperto in uno di loro insospettate doti di cuoco.
Un bel giorno ci ha detto: “Domani pasta al ragù!”  ed ha mantenuto la parola. Ha proceduto in questo modo: burro in fondo alla casseruola (in Francia si trova ottimo), poi un trito di sedano, carota, cipolla. Niente pepe perché in barca non l’avevamo. Neppure vino, perché non c’era neanche quello (Di proposito, considerata l’età…). Appena colorito, abbondante carne trita comprata al supermercato, debbo dire di buona qualità. Non so bene con cosa l’abbia tirata a cottura, visto che non c’era neanche il brodo, comunque c’è riuscito senza bruciarla. A questo punto ci siamo accorti di avere ben poca conserva di pomodoro, e allora è stata rinforzata con del pomodoro fresco, facendolo ritirare il più possibile, per due ore e più.
Infine penne, condite con il ragù e spolverate di parmigiano (quello c’era…).
Padroni di non crederci ma, nonostante tutte le mancanze, era buono davvero (età del cuoco: 15).
Un allievo da promuovere, direte voi: ebbene no, anzi è da bocciare, altrimenti se ne va troppo alla svelta, e non abbiamo più chi ci cucina…

4 Commenti to “Ragù alla bolognese… in navigazione.”

  • Silvestro 21 aprile 2011 alle 10:18

    Aggiungo una piccola nota. Come dicevo, non so con cosa l’abbia tirato a cottura; gli unici liquidi disponibili a bordo erano: gasolio, acqua, latte e bibite varie (coca cola, tè, caffè, etc.).
    Spero abbia usato l’acqua…

  • gioia 21 aprile 2011 alle 23:42

    credo che ha usato l’acqua,ma se è un cuoco innovativo poddarsi che ci ha messo l’ingrediente segreto o tè o coca cola,importante è che sia venuto bene.Bel racconto,complimenti Silvestro.

    • Silvestro 22 aprile 2011 alle 09:06

      Spero comunque non il gasolio.

  • gioia 22 aprile 2011 alle 13:14

    quello lo sentivi Silvestro

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