Insalata quasi nizzarda

La vogliamo chiamare di Marsiglia, o magari di Antibes? Credo infatti che la vera nizzarda contempli solo verdure crude, mentre questa mescola cotte e crude. L’ho scopiazzata un po’ da “L’ Abbuffone”, noto libro di cucina di Ugo Tognazzi, adattandola a mio modo.

Siamo in Febbraio, è vero, cioè nel pieno dell’Inverno (Inferno?), però io ho già voglia dell’Estate, e allora si può anche fare (o magari solo ricordare) la “Quasi nizzarda”.

Io la faccio così: patate lesse a pezzi, fagiolini, ovviamente lessi, pomodori crudi a fette, olive nere (anche se sono verdi non muore nessuno ma, per favore, verdi o nere che siano, non quelle nei vasetti), capperi, filetti di acciuga, uova sode, tonno sott’olio. Se c’è, anche qualche filetto di peperone, crudo o arrostito. Come condimento, olio, sale, pepe, un po’ di timo, qualche “Herbes de Provence”, e magari un goccio di aceto balsamico.

In una preparazione del genere, la qualità degli ingredienti è il 50% del risultato, e la presentazione è l’altro 50%. Quindi, oltre ad usare roba di prima qualità, bisogna presentarla bene su un vassoio, curando gli accostamenti delle verdure ed i colori. Io di solito la presento a “verdure separate”, in modo che ognuno possa scegliere quel che preferisce, ed uso il tonno di tonnara, o magari la ventresca. (Non ci starebbero male neppure un po’ di musciame o di bottarga).

La accompagno poi (è essenziale) con una abbondante salsa aioli, fatta rigorosamente in casa (vedi “maionese home made”), con almeno due spicchi di aglio a commensale…

Padroni di non crederci, ma tutti la mangiano e nessuno si lamenta mai.

In effetti si può considerare tranquillamente un piatto unico, che risolve brillantemente una cena d’Estate con gli amici sul terrazzo, ma può essere anche un ricco antipasto.

Da bere ci abbino di solito un rosé leggermente frizzante, di pronta beva e poco impegnativo, insomma un tipico “vino estivo”, naturalmente ben freddo.

 

 

Un pensiero su “Insalata quasi nizzarda

  1. Mi viene in mente adesso che Fréderic Mistral apprezzava dell’Aioli soprattutto la caratteristica di tenere lontane mosche e zanzare…

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