il “coccio dell’unità d’Italia”

..Non sono patriottico, ma il nome dato a questa ricetta è venuto da se: dalle zone di provenienza degli ingredienti.

 

INGREDIENTI:

3 Cipollotti di Tropea

250 g. di Speck dell’Alto Adige

300 g. di formaggio Raschera d’Alpeggio (lo producono in un paesino vicino Cuneo, ma l’ho trovato anche all’ IPERCOOP di Porta a Terra)

1 piccolo cavolfiore bianco

80 gr. di pinoli toscani

PREPARAZIONE:

L’idea di questa ricetta nasce da un iniziativa presa dal consorzio a tutela del formaggio Raschera, prodotto vicino a Mondovì in piemonte. Sono intenzionati a bandire un concorso per elaborare ricette con il loro formaggio come ingrediente (chi fosse interessato ecco il link: http://www.raschera.com/, anche se al momento la voce concorso risulta in preparazione). Dopo aver scelto gli ingredienti mi sono accorto che provenivano dalle zone più disparate della penisola, percui ho deciso di riferirmi anch’io al 150° anniversario (se qualcuno non ne avesse avuto ancora abbastanza).

Tagliate i cipollotti a metà ed ogni mezzo in 8 parti (il gambo a rondellette), poi tagliate lo speck a cubetti grandi (circa 1,5 cm di lato); mettete questi due ingredienti in un tegame di coccio sul fornello a fuoco lento, con un filo d’olio e coprite.

Nel frattempo lavate il cavolfiore e tagliatelo a pezzettini, aggiungetelo poi nel tegame con gli altri ingredienti, coprite dopo qualche minuto rigirate ed aggiungete, se necessario, un pò d’acqua per non far bruciare il fondo. Intanto accendete il forno a circa 150/200°.

Dopo circa 10 min. 1/4 d’ora trasferite il tegame in forno e lasciatelo cuocere coperto per circa 45 min. Dopodiché scoprite, rimescolate, e se giudicate il composto ben cotto e ben asciutto, coprite il tutto con abbondanti fette di Raschera.

Guarnite infine con i pinoli e ricoprite, avendo spento il forno, in attesa che il formaggio fonda a dovere.

Informazioni su crealessio

nato a Trieste nel secolo scorso da padre calabrese e madre friulana ha vissuto a Roma, Tivoli, Pienza-Montepulciano lavora in giro per l'Italia per conto di una società livornese e da tutti questi elementi trae esperienze gastronomiche che per divertimento traduce in ricette. dal 2011 ha iniziato per passione, l'attività di cuoco itinerante (creare ricette originali con prodotti locali in qualsiasi luogo si trovi); questa iniziativa (i cui migliori risultati sono pubblicati su Ciricette), sta contribuendo a trasformare questo hobby in una professione (al momento le sue consulenze sono richieste da una società danese per approfondimenti sulla produzione casearia italiana)

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