Marmellata di arance amare

Siccome un argomento ne tira un altro, dopo il sorbetto vi passo anche questa, che però fa mia madre.

Ho la ventura che  certi miei cugini abbiano un arancio amaro in giardino, e che ogni anno me ne regalino abbondantemente (in commercio, almeno a Livorno, non le ho mai viste).

Anche qui, a furia di semplificare, si è arrivati a questa ricetta: dopo una rapida sciacquata per togliere l’eventuale polvere (non usano ovviamente alcun trattamento chimico), vengono tagliate a fettine sottili con un’affettatrice elettrica, ovviamente bucce e tutto (eliminando però i semi…). Poi si mettono a bollire con non molto zucchero, diciamo circa un terzo del peso della frutta. Non appena comincia ad addensare (niente pectina, niente additivi, niente di niente) stop. Bisogna stare molto attenti a non farla cuocere troppo, altrimenti lo zucchero caramellizza, diventa scura e sa soltanto di caramello, come purtroppo avviene in molte confetture casalinghe (di alcune che  mi hanno fatto assaggiare, non sono riuscito a capire la frutta d’origine). Si mette nei barattoli ancora calda e si tappano bene. Dal momento che zucchero ce n’è poco, e conservanti per niente, è opportuno mettere i barattoli in una grossa pentola con acqua quasi a filo dei coperchi, e far alzare il bollore per sterilizzare. Si conservano benissimo per un anno e più. Il sapore è di ARANCE (amare), e il colore un bell’arancione molto vivo.

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