Fonduta (maison) …che sarebbe: fatta in casa

Volevo approfittare della proposta “castagnaccio” per buttarmi sulle ricette tradizionali e quindi vista la stagione avevo deciso di proporre una bella fonduta (anche se a Roma la colonnina del termometro continua ad oscillare attorno ai 30°), naturalmente mi rendo conto di essere un pò “fuori tema” rispetto al toscanissimo castagnaccio, per fortuna la proposta del Mont Blanc mi toglie ogni scrupolo a proporre qualcosa di più alpestre.

 

 

A differenza della Fonduta Valdostana, fatta con Fontina e uova, ci sono altre maniere di preparare in casa la fonduta; questa che presento è più o meno quella di tradizione piemontese per la quale si utilizzano vari tipi di formaggi diversi; la preparazione è di estrema facilità ed il risultato quasi sempre eccellente (naturalmente questo dipende anche dalla qualità degli ingredienti); io ho comprato i formaggi, ma si possono tranquillamente utilizzare gli avanzi di formaggio di qualsiasi tipo

 

 

INGREDIENTI:

70 g. di burro

3 pezzi di formaggi molli a crosta lavata (tipo Camembert, Brie, ma anche tomini, taleggio e stracchini varij vanno bene) da 150/200g. cad.

2/3 pezzi di formaggi saporiti di media stagionatura (emmental, fontina, Gruyère, toma e simili) da 150/200g. cad.

una manciata di formaggio grattato a piacere

200 cc di panna liquida

 

 

 

PREPARAZIONE:

Trovate due pentole concentriche e preparate un “bagnomaria” mettendo dell’acqua nella pentola più grande ed il burro a fondere in quella piccola più interna; porre tutti i formaggi nella pentola più piccola ed attendete pazientemente che fondano a fuoco molto basso, aggiungete la panna liquida mescolando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno (potete aiutarvi anche con uno sbattitore elettrico ad immersione, ma avendone il tempo è preferibile fare a mano); quando sarà tutto perfettamente fluido potrete trasferire la fonduta in coppette in terracotta monodose (accompagnando la portata con crostini di pane abbrustoliti), oppure, se l’avete, potete allestire la classica pentola da fonduta al centro del tavolo e dotare i commensali delle forchettine tipiche, oltre che dei crostini di pane abbrustoliti da intingere a turno nella pentola centrale.

Per la fonduta non ci sono dubbi che l’accostamento sia un buon vino, ma qui mi fermo ed alzo le mani dichiarando pubblicamente la mia poca competenza, anzi chiedendo a chi legge quale sia il vino più adatto alla pietanza.

Informazioni su crealessio

nato a Trieste nel secolo scorso da padre calabrese e madre friulana ha vissuto a Roma, Tivoli, Pienza-Montepulciano lavora in giro per l'Italia per conto di una società livornese e da tutti questi elementi trae esperienze gastronomiche che per divertimento traduce in ricette. dal 2011 ha iniziato per passione, l'attività di cuoco itinerante (creare ricette originali con prodotti locali in qualsiasi luogo si trovi); questa iniziativa (i cui migliori risultati sono pubblicati su Ciricette), sta contribuendo a trasformare questo hobby in una professione (al momento le sue consulenze sono richieste da una società danese per approfondimenti sulla produzione casearia italiana)

5 pensieri su “Fonduta (maison) …che sarebbe: fatta in casa

  1. alcuni preparano la fonduta aggiungendo anche del vino (la ricetta svizzera mi sembra che lo preveda), personalmente non trovo sia gradevole il sapore che assume con l’alcool, ho comunque evitato di aggiungerlo perché i miei ragazzi non la gradiscono alcolica, ma indipendentemente da questo trovo il sapore più morbido senza vino (semmai per caratterizzare il sapore consiglierei piuttosto di scegliere formaggi dal gusto più intenso e piccante)

  2. Io ci berrei un bel bianco del Piemonte, ma anche del Trentino, o anche un bianco francese, tipo uno chablis. Oppure un bel rosé, magari leggermente mosso, che aiuti a sgrassare la bocca dall’untuosità del formaggio. Potrebbe starci anche un bello spumante pas dosé.
    Se poi nella fonduta ci si mettessero i tartufi, allora andrei decisamente sul rosso: forse non un barolo, ma un nebbiolo, un barbera…

    1. Rileggendo il commento a distanza di un anno, voglio aggiungere che, se si usa il vino, il sapore verrà diverso, ma alcolica non è di sicuro: ogni volta che lo si usa in cucina, l’alcool è la prima cosa che evapora.

  3. NATURALMENTE SI! non era l’alcool, ma il sapore diverso che non era gradito in famiglia (soprattutto ai bambini); ma loro (che di alcolici non hanno esperienza) mangiano ben volentieri svariati cibi che sono stati ripassati in padella con vini e liquori! si tratta del sapore che il vino nella fonduta che non aggrada loro, non certo il rischio di un’ubriacatura!

  4. Aggiungo ancora una cosa: il fornellino da fonduta è molto bello, pittoresco, e favorisce la convivialità, però l’alcool è pericoloso.
    Una sera a casa di un’amica (forse ne avevamo versato un po’), fece una fiammata che sembrava lo Stromboli in eruzione. Non sapendo bene come spegnerlo, lo lasciammo bruciare fino ad esaurimento del combustibile, e fortunatamente non ci furono brutte conseguenze.
    Per evitare tutto ciò, vendono in molti negozi di casalinghi delle scatoline di gel infiammabile: non cola, non lascia residui, non puzza. Basta togliere la copertura, infilarla nel fornellino (è della misura giusta), ed accendere. Ha anche un buon potere calorico.

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