“Bacalà a la vicentina”

Un paio di giorni fa, curiosando in giro nel mercato coperto di Livorno, ho visto dei bei filettoni di stoccafisso (anche se, secondo me, il migliore si trova a Lucca), già ammollato e pronto da cucinare.

“Questo voglio provà a farlo alla vicentina”. (In Veneto il “bacalà” è in realtà lo stoccafisso). E’ una ricetta che prima o poi volevo provare, un po’ stufo dello stoccafisso alla livornese, con cipolla, pomodoro e peperoncino.

Ho seguito la ricetta classica classica: prima un soffritto con cipolle e acciughe sotto sale (in realtà, pasta d’acciughe). poi ho tagliato lo stoccafisso a pezzi non troppo grossi, l’ho bagnato nel soffritto e infarinato. Adagiato in una pirofila, coperto con il resto del soffritto, poi olio (extra vergine, naturalmente), latte e grana grattugiato.

Le ricette canoniche prescrivono una cottura di ben QUATTRO ore, sul fornello o in forno. A me sembra un’esagerazione, e l’ho fatto cuocere per UNA ora in forno, e mi pare che sia venuto bene. (La prossima volta però ci metto un po’ meno olio e latte)

Era buono, anche se non avevo la polenta per accompagnarlo. Vorrei però sapere da qualche vicentino se la ricetta è corretta: io l’ho trovata su internet…

Da bere avevo una Vernaccia di S. Gimignano, e ci stava bene. Seguendo però il criterio geografico, ci abbinerei un pinot bianco, grigio, o anche nero vinificato in bianco.

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