Torta agli amaretti di Luigi M*, detto “Mario”.

In alcuni ambienti (specialmente portuali, pescatori, marinai, etc.) usa, e usava ancora di più nel passato, conoscersi piuttosto per soprannome, anziché per nome. Era anche il caso del mio amico Luigi M*, che tutto il moletto di Ardenza conosceva come “Mario”. Il perché non l’ho mai saputo.

Era una persona molto simpatica, assai portata per la buona tavola.

Sono molti anni ormai che ci ha lasciatI, ma gli sono debitore, fra l’altro, di alcune buone ricette. Questa è quella di una semplicissima torta all’amaretto.

Teglia rotonda. Carta da forno, un disco di pasta sfoglia.

Lo so che si può fare, ma non è propriamente una cosa da dilettanti. Oltretutto la vendono già pronta in dischi, con la carta da forno sotto (è per questo che la teglia ci vuole rotonda)-

Sulla sfoglia una abbondante dose di amaretti sbriciolati e bagnati con liquore all’amaretto. Poi sopra un’altra sfoglia, a chiudere. Si può ungere con burro, albume d’uovo, latte, e comunque ci vuole una bella spolverata di zucchero. In forno finché non è rigonfia e colorita (Una mezz’ora, più o meno). Volendo si potrebbe anche farla a forma di raviolone, usando un solo disco piegato a metà.

Era tanto che non la facevo, ma oggi avevo degli amaretti rimasti lì da parecchio tempo, anche già un po’ ammosciati…

Non avevo invece il liquore all’amaretto, ed ho usato un po’ di vermouth.

Per chi apprezza gli amaretti, è una torta squisita.

Con i ritagli della pasta, una crostatina con la marmellata di arance amare home made (Capace che è venuta anche meglio).

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