Stufato di fave.

Piatto toscano che più non si potrebbe, somiglia però abbastanza alla vignarola romana.

Nelle campagne fiorentine si cucina ovviamente in primavera, quando le fave sono abbondanti.

In un capace tegame da stufati, meglio se di coccio, si mettono (tutti insieme):  olio extra vergine, un bel trito di aglio, prezzemolo e rigatino, fave fresche (ovviamente sgranate), un pomodoro a pezzi, sale, pepe.

Come optional (o quando le fave sono poche), si possono aggiungere anche dei carciofi a spicchi. Si porta a cottura con un po’ di acqua calda, eventualmente brodo.

Non è una grandissima ghiottoneria, però si fa mangiare volentieri, come piatto unico di verdure, o eventualmente accompagnandolo con salumi varii. Per quanto mi riguarda, è quasi il sapore della Primavera.

Cosa berci? una Vernaccia di S. Gimignano, bella fresca. Un rosé frizzante. Un rosso leggero.

2 pensieri su “Stufato di fave.

    1. Macché tempi e tempi… mica li so!
      Io assaggio e, quando mi sembran cotte, spengo il fornello. Comunque, come tutti gli stufati, riscaldandolo è ancora più buono. (Le dosi sono, naturalmente, ad occhio).

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