Limonata

Chiuso in casa causa raffreddore, la scorsa settimana ho ingannato il tempo preparando questa limonata (Si sa che con il raffreddore si beve parecchio).

Di tanto in  tanto spulcio anche su altri blog di cucina, in cerca di ispirazione: questa l’ho trovata su uno denominato “alfemminile.com”.

Sarebbe interessante aprire un dibattito, non sui blog di cucina, ma sui casi umani costituiti dalle frequentatrici, che fanno domande del tipo: “Vorrei far la limonata, ma non mi piacciono i limoni, con cosa li posso sostituire?” (Spremuta di bambino alla Conte Dracula?). Oppure: “Bella la ricetta del pesce fritto, deve essere proprio buono, ma mio marito non mangia pesce, cosa posso usare al suo posto? ” (Un bel divorzio?) “Potrei cuocerlo in forno anziché friggerlo?” (Eh sì, sono tutte frittofobiche e burrofobiche), etc. etc.

Bando alle chiacchiere, la limonata si fa così: Si toglie la scorza a tre limoni, tagliando per quanto possibile solo il giallo (è importante, perché il bianco è amaro), e la si fa bollire in un litro d’acqua con quattro cucchiai di zucchero. Mentre raffredda si spremono i limoni, e poi si aggiunge il succo al resto. Si filtra con un colino da tè, e si mette in frigo. Non abbiate fretta di assaggiarla, perché da tiepida è cattiva, va bevuta addirittura gelida.

Estremamente dissetante, ha anche un bel colore giallo (giallo limone, ovvio), ed è sicuramente da preferirsi ai prodotti del commercio. Non vedo l’ora di provarla nei calori estivi.

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