“Porpo co’ fagioli”.

Ieri avevo degli amici a cena. L’idea originale era di far le acciughe al forno con patate (poi pubblico la ricetta). Però la cena si doveva fare in Agosto, poi è stata rimandata fino a ieri per svariati motivi, ed in Ottobre le acciughe non si trovano più. Si è allora ripiegato su questa preparazione che, paradossalmente, mi è stata insegnata da Tina di Poggibonsi.

E’ molto semplice.

Ha delle analogie con i fagioli all’uccelletto solo che, al posto delle salsicce, si mettono i polpi.

Funziona così:

Si inizia con aglio e salvia in un capace tegame, meglio se è di coccio. Appena han preso leggermente colore, si aggiungono pomodori, freschi o pelati, o polpa, o passata: viene diverso nei vari casi, ma comunque sempre buono. Ieri sera ho usato la passata. Appena ha alzato il bollore si aggiunge il polpo tagliato a pezzi, e si tira a cottura, eventualmente aggiungendo un po’ d’acqua se prosciuga troppo.  Quando il polpo è praticamente cotto si mettono i fagioli già lessati, cannellini o piattelli (forse anche i borlotti non ci starebbero male), e si fa legare il tutto. Niente sale, perché il polpo è già salato: caso mai si aggiunge alla fine. Ah, dimenticavo: una punta di peperoncino non ci sta male. Volendo, anche un pizzico di pepe.

Il polpo ha un sapore forte, e si lega bene con aglio, salvia e pomodoro (che sono anche gli aromi del cacciucco), ed i fagioli danno corposità al piatto.

E’ da serate invernali, piovose e fredde, anche perché i polpi si pescano d’inverno (ieri sembrava Dicembre). Da bere ci vuole un vino di corpo, vigoroso: un bianco scomparirebbe, meglio un rosso leggero o un rosé. Io ci ho abbinato un rosé di Borgogna, e ci stava bene.

Per chi fosse curioso del resto del menù:

  • Antipasto: pan brioche home made.
  • Primo: spaghettini all’astice.
  • Secondo: polpo con i fagioli, appunto.
  • Formaggio: pecorino di Lajatico
  • Dessert: after eight profiterol

Oltre al rosé di Borgogna, c’erano anche una bottiglia di Moscato rosé ed un calvados alla fine.

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