Pizzelle

La mia famiglia è per tre quarti toscana, ma c’è un quarto (un nonno) di origine campana.

Questo ha fatto sì che, da sempre, si pratichino un poco anche delle ricette di quelle parti.

Questa è una di quelle, in sostanza una sorta di calzoncini fritti che, quando ero un bambino, si facevano di frequente. Poi le abitudini cambiano, e saranno stati cinquant’anni che non le avevamo più fatte.

Ricordo vagamente che la pasta si faceva con acqua, farina ed olio (del ripieno ne riparliamo).

Di recente sono comparsi sul mercato dei dischetti di pasta “quasi sfoglia”, prodotti da una nota ditta di proprietà di una multinazionale svizzera, e mi è venuta voglia di adoperarli per riprovarci. Un’operazione di “recupero della memoria”, evidentemente.

Come pasta, sostanzialmente ci siamo. Per il ripieno, ho usato ricotta, salame tritato, uova e mozzarella. Si mette un po’ di ripieno su metà disco, si chiude a mezzaluna e si frigge. Vanno mangiati caldissimi.

Sono buoni, ma il sapore non è proprio quello che ricordavo. Che ci fosse davvero anche la noce moscata?

2 pensieri su “Pizzelle

  1. Da campana mi permetto di offrirti qualche suggestione in più su questo piatto: si può preparare con la pasta della pizza e si può riempire con l’ indivia ripassata in padella (a Salerno chiamata scarola). E’ una delle cose più semplici è più buone che io ricordi.

    1. Ti ringrazio. Sì, certo, ho provato anche cose alternative: pomodoro e mozzarella, scarola e salsiccia, mozzarella e acciughe… Però non riesco a ritrovare il sapore della mia infanzia!

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