Torta di pane.

In tempi di coronavirus bisogna stare in casa, e allora si cucina. Siccome mi avanza sempre il pane, questo è un modo per riciclarlo.

E’ facilissima: mezzo litro di latte con del pane raffermo, quel tanto che basta ad ottenere una pappa abbastanza fluida. Poi tre cucchiaioni di miele, tre uova intere, uvetta ammollata nel rum, vanillina. Si mescola tutto (un robot da cucina aiuta), e si versa in una teglia imburrata e cosparsa di zucchero.

Tre quarti d’ora in forno, o comunque finché non è brunita.

Le varianti possibili sono molte: pinoli, noci, cannella…

E’, chiaramente, uno sfamafamiglie, come la torta di semolino, alla quale somiglia abbastanza.

Da bé: un qualunque vino dolce.

P.S. L’avevo ricopiata, tantissimi anni fa, sul mio personale libro di ricette, ma non l’avevo mai provata. Chissà da dove proviene.

Un pensiero su “Torta di pane.

  1. Ci sono svariate maniere per riutilizzare il pane avanzato; in trentino preparano i canederli, gnocchi di pane impasti con latte uova ed altro. Mia nonna (triestina) in casa aveva l’abitudine di utilizzare il pane vecchio ammorbidito con latte e uova per poi cuocere il tutto in una padella con aggiunta di uvetta e guarnito poi con zucchero e una salsa ottenuta mescolando marmellata ed acqua calda.
    Ricorda molto la tua torta di pane, sarei curioso di sapere da dove ha origine.
    Mia nonna lo chiamava SCHMARN, ed oggi in Tirolo è possibile trovare un dessert molto simile che chiamano SCHMARREN, ma che è realizzato con una frittata dolce sempre guarnita con marmellata calda diluita. Una variante che non utilizza più il pane raffermo.

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