crema londroniana
…non che io non sappia che “di Londra” si dica londinese, ma è semplicemente una maniera che utilizzo per affiancare questa ricetta (che ho imparato nella capitale inglese all’inizio di settembre), alla crema catalana a cui somiglia molto.
INGREDIENTI (per 1 persona):
una decina di lamponi freschi di grandi dimensioni
1 yogurt greco compatto
2 o 3 cucchiai di zucchero di canna grezzo
facoltativo: un cucchiaino di liquore (rum)
ATTREZZI NECESSARI:
coppette in terracotta da Crema Catalana
un caramellatore (il “fusore” per caramello, tipo lanciafiamme, che io oltretutto non posseggo)
PREPARAZIONE DI UNA SINGOLA PORZIONE:
dopo aver lavato i lamponi cospargeteli con una spolverata di zucchero di canna (e se lo gradite anche qualche goccia di liquore, penso che un pò di rum possa legare bene con lo zucchero di canna ed i lamponi), e lasciate il tutto in una tazza affinché spurghino un pò di succo; mescolate lo yogurt con un cucchiaino di zucchero di canna, posizionate i lamponi sul fondo di una coppetta dopo la “spurgatura” del succo (per cui servirebbe almeno mezz’ora), conservando il succo; ricoprite i frutti con lo yogurt, spianate bene con una posata e ricoprite con lo zucchero di canna residuo in maniera tale da creare un “tappo”; inzuppate questo tappo di zucchero sgocciolando il succo di lampone (senza esagerare, basta che sia bagnato), ed a questo punto servirebbe il “lanciafiamme” per caramellare la superficie; è tutto.
N.B. non allego foto sia perché sono in partenza, sia perché, come ho già scritto, non possedendo il lanciafiamme non mi è possibile la caramellatura, quindi l’aspetto finale sarebbe completamente diverso, ma prometto che appena ritorno, mi organizzo, faccio la preparazione completa e la fotografo.
Cicale saltate con verdure e panzanella
Piattino da crisi economica, garantito dal fatto che le cicale te le tirano dietro…
L’ho usato anche per riciclare una panzanella (vedi) che mi era avanzata (in realtà dopo un po’ è più buona).
Ingredienti
- Cicale
- Verdurine da saltare (carote, cipolletta, zucchino, qualche pomodorino, quello che volete)
- Panzanella
- Una cipolletta e un pomodoro e un po’ di prezzemolo per gli odori del court-buillon
Preparazione
Prepariamo una pentola con un po’ di acqua salata, con la cipolletta, il pomodoro inciso e il prezzemolo. Quando bolle mettiamo le cicale e scottiamole per 3-5 minuti o anche meno. Scoliamole e mettiamole in acqua e ghiaccio.
Il brodino rimasto mettiamolo da parte anche quando avremo finito la ricetta, che è buono. Stacchiamo le teste alle cicale e serbiamole per lo stesso motivo.
Con le forbici tagliamo le spine laterali del carapace delle cicale, così che si possano aprire facilmente senza tante tribolazioni durante il pasto.
In padella, mettiamo le verdure da saltare in olio e stufiamole leggermente. Quando saranno quasi pronte uniamo le cicale per i pochi minuti finali.
Impiattiamo accompagnando con la panzanella.
E le capocce?
In una casseruola mettiamo un filo d’olio. Quando sarà caldo buttiamo le teste delle cicale e tostiamole. Quando diventeranno grigie uniamo un po’ del brodino e scuociamo per una decina di minuti. Frulliamo tutto, filtriamo.
A seconda di quanto l’abbiamo fatto denso, può essere un’ottima minestra di pesce, o una base per una salsa d’accompagnamento.
torta alle pesche
Una ricetta che rientra appieno nella categoria degli avanzi, o meglio degli scarti (a causa di un acquisto sbagliato): in vacanza ci siamo trovati con una pessima fornitura di pesche, non solo male assortite, ma talmente mal ridotte da non riuscire nemmeno a tenerle in mano.
Così ho deciso di salvare la situazione facendo un dolce: ho convertito una ricetta di torta di mele, presa su internet, adattata con opportune modifiche, alla frutta imbarazzante che riempiva il canestro della cucina.
ingredienti:
5 o 6 pesche
1 bicchiere di latte
125/150 g. di burro
250 g. di farina
3 uova
1 bustina di lievito
Zucchero (da 100 a 150 g. a seconda del risultato
richiesto)
La scorza di un limone
Un pizzico di sale
Una spolverata di zucchero a velo (o di canna)
PREPARAZIONE:
Fate fondere il burro ed accorpatelo alle uova e lo zucchero (la quantità di zucchero può variare a seconda del risultato che volete ottenere: 100g. per una torta meno dolce, aumentate il dosaggio per un risultato più dolce) mescolate accuratamente, unite la scorza del limone finemente tritata, continuate a mescolare versando poco alla volta anche il latte; unite ora al composto ottenuto, la farina ed il lievito, possibilmente setacciandoli per evitare i grumi, aggiungere un pizzico di sale e mettete a riposare in una ciotola. Ungete ora con burro e farina una teglia e riempitela, ricoprendo il tutto con uno strato di spicchi di pesche preventivamente tagliati. Infornate a 180° per circa un’ora. Lasciate raffreddare nel forno (non fate l’errore di cercare di toglierla dalla teglia prima che dia ben fredda, vi si sbriciolerebbe). Ponetela in un piatto di portata adeguato e ricoprite di zucchero a velo (o se preferite una versione più rustica con lo zucchero di canna)
involtino fresco di capra e lamponi
ho conosciuto un ragazzo che produce formaggio biologico di capra, in Valle Aurina (Alto Adige). i suoi formaggi sono così buoni che ho avuto subito voglia di preparare qualcosa con i suoi prodotti ed altri prodotti locali. Ecco cosa sono riuscito a preparare con due suoi formaggi, un pò di insalata che coltiva una sua amica ed un paio d’etti di lamponi raccolti nei boschi.
INGREDIENTI:
100 g di formaggio di capra
una vaschetta di formaggio spalmabile (io ho adoperato quello di capra, ma va bene anche uno yogurt greco o della crème fraiche)
1 cespo di insalata a foglie lunghe e morbide (da potersi arrotolare)
200 g. di lamponi freschi
una manciata di semi di sesamo
inoltre: stuzzicadenti e bastoncini da spiedino per la preparazione.
PREPARAZIONE:
“smontate” l’insalata togliendole le foglie una ad una fino a trovare un buon compromesso tra la dimensione e la morbidezza (le foglie esterne sono troppo dure e troppo grandi, poi avvicinandosi all’interno diventano troppo piccole per riuscire ad arrotolarle per farci un involtino). Una volta individuate le foglie procedete nel seguente modo: spalmate l’interno della foglia con la crema di formaggio e cospargete con una spolverata di semi di sesamo, poi, su di un bastoncino da spiedino infilate, alternati, un lampone ed un cubetto di formaggio della dimensione simile a quella dei lamponi, fino a raggiungere la lunghezza della foglia che lo dovrà contenere. Adagiate ora lo spiedino così composto sulla crema di formaggio spalmata sulla foglia di insalata; arrotolate la foglia delicatamente attorno allo spiedino, facendo molta attenzione a non farla rompere (eventualmente potreste riavvolgere l’involtino in una seconda foglia), fissatela con degli stuzzicadenti e sfilate il bastoncino dello spiedino. Per finire ho guarnito con dei fiori raccolti assieme ai lamponi.
Benché io abbia fatto così non sono convinto che sia la soluzione migliore perché anziché una pietanza quell’involtino zeppo di stuzzicadenti sembrava un’arma impropria: forse non va tolto lo spiedino, purtroppo ho dovuto fare così perché non avendo i bastoncini da spiedino mi sono dovuto arrangiare con un ramo sbucciato con un coltellino, ma prima di servire in tavola penso che vadano tolti gli stuzzicadenti!
insalata del leone
…Più che cucina con gli avanzi a me verrebbe da chiamarla cucina con gli scarti; nasce tutto da una riflessione: quando puliamo un ingrediente per preparare una pietanza quali sono le parti commestibili e quali no? cosa va scartato? a sua volta questa riflessione viene da un aneddoto che amava raccontare mio padre sentito al mercato della frutta di Campo de’Fiori, al centro di Roma. Una signora americana che avendo comprato dei carciofi ad un banco se li era visti pulire dalla fruttivendola dopo pesati; in maniera un pò seccata (sicuramente temendo di essere truffata dalla popolana europea) e con gesti nervosi, la signora si era frettolosamente riappropriata delle scorze e delle spine dei suoi carciofi versando il tutto confusamente nella borsa della spesa; la fruttarola, esterrefatta e basita, lasciandola fare segue con lo sguardo il suo allontanamento e solo nel momento in cui la signora gira l’angolo le strilla: “A matta!… nun se màgneno!”. Tutto questo per dire: chi decide cosa si manga e cosa no? per carità, le spine dei carciofi sono un caso estremo ed è chiaro che nessuno se le mangerebbe (almeno spero), ma io ad esempio ho sempre adorato sgranocchiare il torso del cavolo, me lo facevo lasciare da mia madre quando lo puliva, e recentemente ho scoperto anche quello di lattuga, leggermente amarognolo, sicuramente digestivo. con questi, ed altri ingredienti ho inventato questa insalata (cui ho dato nome di Insalata del Leone semplicemente perché l’ho pensata mentre ero in navigazione sul Golfo del Leone – tra Genova e Barcellona)
INGREDIENTI:
1 torso di cavolfiore bianco
1 cuore di lattuga con tutto il torso e qualche fogliolina morbida delle più piccole (v. foto)
3 pere un pò dure (qualità coscia) le pere di Pinocchio per restare in tema di scarti
200/250 g di caciotta dolce (io avevo un avanzo di Montasio)
…e per il condimento:
1 Yogurt greco
100 g. di gorgonzola
olio d’oliva q.b.
2 o 3 foglie di salvia
(mi perdonerete, ma gorgonzola e pere renderebbero obbligatorie le noci, ma visto l’uso eccessivo che ne ho fatto di recente, diciamo noci a piacere)
niente sale, perché il gorgonzola è sufficiente (assaggiare per credere)
PREPERAZIONE:
sbucciate le pere, togliete loro il torsolo e tagliatele a dadini di circa mezzo centimetro, tagliate a dadini della stessa misura anche la caciotta ed il torso del cavolo, mentre il cuore di lattuga tagliatelo a fettine circolari comprese le foglie centrali più piccole (prima di questa operazione conviene togliere a lattuga e cavolfiore la parte che usualmente si mangia), la parte restante della lattuga deve essere come quella nella foto degli ingredienti ad inizio ricetta.
a questo punto mettete tutto in una ciotola e preparate il condimento: accorpate delicatamente lo yogurt al gorgonzola (che potrà essere dolce o piccante a seconda dei vostri gusti) e mescolate con un cucchiaio aggiungendo l’olio fino ad ottenere una consistenza fluida adatta a condire l’insalata (a questo punto chi vuole può aggiungere anche qualche gheriglio di noce spezzettato) e, dopo aver condito gli ingredienti precedentemente tagliati a dadini, mescolate e guarnite con qualche foglia di salvia (la salvia ha un sapore molto forte, ma trovo che ci stia bene)
Riso venere 2: gamberetti e friggitelli
Arriva il momento nel quale anche un povero babbo come me, abbandonato dalla famiglia al mare, deve uscire a fare la spesa. Ecco allora la seconda variante del riso venere, stavolta un pochino meno autarchica:
Ingredienti
- 100g di riso venere bollito
- Un cipollotto di tropea
- 4 friggitelli
- 2 Pomodorini ciliegini
- Una decina di bamberetti sgusciati
- Prezzemolo
- Peperoncino
Preparazione
In padella in olio d’oliva ho messo il cipollotto tritato col prezzemolo. Dopo pochi minuti ho messo i friggitelli puliti e tagliati ad anellini finissimi, aggiungendo anche i pomodorini a dadini.
Dopo altri tre minuti ho buttato i gamberetti, aggiustato di sale e peperoncino.
Alla fine ho saltato il riso in padella, annusando entusiasta i profumi…
Riso venere 1: alle verdure e bottarga
Adoro il riso venere perché, nei suoi 40 minuti di cottura, ti profuma di buono la casa. Continuando a svuotare la dispensa, ho dato un’altra botta all’orto ed ecco la prima variante, visto che il riso era molto. Tra l’altro, condito con un filo d’olio e basta arriva tranquillamente al giorno dopo in perfette condizioni…
Ingredienti per me
- 100g di riso venere bollito
- Un cipollotto di tropea
- Un paio di falde di peperone crudo
- Pomodorini ciliegini
- Prezzemolo
- Capperetti sotto sale (dissalati)
- Peperoncino
- Bottarga
Preparazione
In padella ho rosolato in olio d’oliva il cipollotto, i gambi del prezzemolo, il peperone tagliato a brunoise, i pomodorini a dadini. Il tutto per poco più di 5 minuti a fuoco alto. Verso la fine ho aggiunto i capperi, salato e aggiunto peperoncino.
Ho poi saltato il riso in padella spolverando di bottarga e prezzemolo tritato…
Gazpacho verde
Una variante al solito gazpacho, cambia leggermente colore e sapore:
INGREDIENTI:
1 cetriolo
1 cipolla
1 avogado
1 cuore di lattuga
1 spicchio d’aglio
1 peperone verde
2 o 3 foglie di basilico
sale q.b.
5 o 6 cubetti di ghiaccio
1/2 bicchiere di olio d’oliva exv
opzionale: 100 g. di mollica di pane e 1/2 bicchiere di aceto
PREPARAZIONE:
sbucciate e tagliate a pezzi la cipolla, il cetriolo, il cuore di lattuga e l’avogado; date una sbollentata al peperone per spellarlo più agevolmente, indi, dopo averlo sbucciato, tagliatelo a tocchetti (eliminando semi e filamenti interni), tritate finemente l’aglio (se vi infastidisce il sapore dell’aglio potete dare una sbollentata pure a lui, o toglierlo del tutto), mettete tutto nel frullatore, aggiungete metà delle foglie di basilico, l’olio, regolate di sale e 5 o 6 cubetti di ghiaccio; frullate a lungo (a questo punto, nel Gazpacho tradizionale, c’è chi aggiunge il pane fatto macerare a bagno nell’aceto e frulla il tutto ancora un pò), infine si versa il tutto in un bicchiere, si guarnisce con una foglia di basilico e si serve in tavola (o, chi può, a bordo piscina).
fichi ripieni
Una ricetta estiva che ho imparato in Francia:
INGREDIENTI:
5 o 6 fichi
1/2 ricotta
1 cucchiaio di miele
qualche gheriglio di noci
PREPARAZIONE:
L’unica difficoltà per la realizzazione della presente ricetta sta nel reperire i fichi giusti: non troppo maturi, altrimenti si sfaldano durante l’operazione di riempimento. ma nemmeno poco maturi, ché poi non si riesce a svuotarli a dovere.
Una volta trovati i fichi giusti, tagliate loro il cappello, non troppo in alto per riuscire a svuotarli con un cucchiaino; mettete la polpa in una tazza, mescolatela con la ricotta, aggiungete le noci sminuzzate ed il miele, e riempite nuovamente i fichi rimettendo il coperchio. metteteli in frigo e serviteli a tavola ben refrigerati.
insalata di asiago
Di ritorno dal Trentino ho riportato un pò di mele della Val di Non, le Stark, rosse e scrocchiarelle, quelle che preferisco; perciò ora vi proporrò qualche ricetta a base di mele. Inoltre per passare dal Trentino al Veneto ho utilizzato il Passo di Vézzena percorrendo l’altopiano di Asiago, approvvigionandomi di un bel pò di formaggio locale che, secondo la mia modesta opinione è uno dei migliori formaggi nazionali.
INGREDIENTI:
1 mela
1 radicchio rosso trevigiano (del tipo lungo)
1 finocchio
il succo di 1/2 limone
200 g. di Asiago fresco
gherigli di noce (una manciata)
olio (se lo rimediate olio di noce), e sale
cumino (una spolverata)
PREPARAZIONE:
Sbucciate la mela, eliminate il torsolo e tagliatela a cubetti mettendoli a bagno nel succo di limone; Aprite poi il radicchio delicatamente senza staccare le foglie, in modo da ottenere una forma di fiore grande circa come un piatto di portata, ad un certo punto vi troverete con un piccolo cuore di insalata difficile da aprire: ebbene, staccatelo con un coltello e tagliatelo a rondelle nella ciotola dove avete messo i cubetti di mela. Posate un piatto vuoto sul radicchio “spalancato” per fargli prendere forma, e continuate con la preparazione degli ingredienti.
Tagliate a cubetti il formaggio ed il finocchio a pezzettini molto piccoli (io ho usato dapprima l’affettatrice, poi ho proseguito con uno spelucchino per ottenere dei quadratini di circa 3 mm; v. foto); Sminuzzate i gherigli di noce a pezzettini di 2 o 3 millimetri, lasciandone da parte qualcuno che servirà per la guarnizione, ed infine in una ciotola mettete il cumino a bagno nell’olio. A questo punto versate tutti gli ingredienti in una ciotola per mescolarli delicatamente per poi posarli sul “fiore” di radicchio, e posateci al centro i gherigli di noce interi.
Ultime Ricette
- Risotto, triglia, odori & popcorn
- Crostini di polenta con sgombro e radicchio
- Maionese home made.
- crostata di stracchino e pancetta
- risotto con mela fagioli cipolla e curry
AD
Ultimi Commenti
- DonJulio su Taleggio fatto in casa
- Occhiverdi su Maionese home made.
- Les Gourmets su Risotto, triglia, odori & popcorn
- Sasaman su risotto al radicchio rosso, gorgonzola e noci
- ricette x tutti | Burro Alle Uova su Tagliatelle alle uova di sogliola
Archivio
Link di Famiglia
Login/Registrazione
I cuochi
- bag (3)
- carroarmatorosa (3)
- coquus (2)
- crealessio (63)
- Ganascia (104)
- gioia (3)
- Les Gourmets (94)
- m@riotto (12)
- Marcella e Alberto (1)
- Maritozzo (20)
- Maurizio_Mazzanti (1)
- occhiverdi (3)
- Ospite (28)
- robinson (2)
- Silvestro (19)
- sommellie (1)

crealessio










