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torta ai lamponi

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Un dolce abbastanza semplice da realizzare che io ho scelto di fare utilizzando 4 vaschette di lamponi, ma credo venga altrettanto bene con altri tipi di frutta.
INGREDIENTI:
500 g. di Lamponi
4 uova
½ bicchiere di latte o panna
240 g. di farina
150 g. di zucchero semolato
150 g. di zucchero di canna
1 bustina di vanillina
1 bustina di lievito
50 g. di burro
PREPARAZIONE:
Lavate i lamponi e metteteli a spurgare in una ciotola con 100 g. di zucchero di canna e lasciate riposare; nel frattempo accorpate lo zucchero alle uova con la frusta (o meglio col frullino elettrico) aggiungendo poi lievito e vanillina e continuate fino ad ottenere un composto omogeneo; unite il latte, o la panna (sempre mescolando), e per finire, delicatamente e mescolando a mano con un cucchiaio, la frutta dopo aver scolato il succo. Ungete la teglia con il burro ricoprendola poi con i restanti 50 g. di zucchero di canna e versateci il composto badando che sia uniforme in ogni parte della teglia. Cuocete in forno ben caldo per un’ oretta circa a 175/200°C (la classica prova dello stuzzicadenti vi aiuterà a capire il grado di cottura!)

P.S. guarnire con zucchero a velo!

Limonata

Chiuso in casa causa raffreddore, la scorsa settimana ho ingannato il tempo preparando questa limonata (Si sa che con il raffreddore si beve parecchio).

Di tanto in  tanto spulcio anche su altri blog di cucina, in cerca di ispirazione: questa l’ho trovata su uno denominato “alfemminile.com”.

Sarebbe interessante aprire un dibattito, non sui blog di cucina, ma sui casi umani costituiti dalle frequentatrici, che fanno domande del tipo: “Vorrei far la limonata, ma non mi piacciono i limoni, con cosa li posso sostituire?” (Spremuta di bambino alla Conte Dracula?). Oppure: “Bella la ricetta del pesce fritto, deve essere proprio buono, ma mio marito non mangia pesce, cosa posso usare al suo posto? ” (Un bel divorzio?) “Potrei cuocerlo in forno anziché friggerlo?” (Eh sì, sono tutte frittofobiche e burrofobiche), etc. etc.

Bando alle chiacchiere, la limonata si fa così: Si toglie la scorza a tre limoni, tagliando per quanto possibile solo il giallo (è importante, perché il bianco è amaro), e la si fa bollire in un litro d’acqua con quattro cucchiai di zucchero. Mentre raffredda si spremono i limoni, e poi si aggiunge il succo al resto. Si filtra con un colino da tè, e si mette in frigo. Non abbiate fretta di assaggiarla, perché da tiepida è cattiva, va bevuta addirittura gelida.

Estremamente dissetante, ha anche un bel colore giallo (giallo limone, ovvio), ed è sicuramente da preferirsi ai prodotti del commercio. Non vedo l’ora di provarla nei calori estivi.

coppa di ricotta e lamponi

mi hanno regalato della RICOTTA fresca di Pecora, ne ho approfittato per preparare questo dessert al cucchiaio che avevo in mente da tempo!

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INGREDIENTI:

250 g. di Ricotta di Pecora

200 g. di panna liquida

un paio di cucchiaini di zucchero a velo

250 g. di Lamponi Freschi

gocce di cioccolato

(per i viziosi anche un goccino di rum lo vedrei bene!)

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PREPARAZIONE:

é una semplice preparazione di “allestimento”…mi vergogno un pò a farla passare per ricetta (ma è buona!)

mescolate delicatamente la ricotta con la panna (io ho usato una panna commerciale dolcificata, altrimenti, a piacere , potete aggiungere lo zucchero a velo!); aggiungete poi le gocce di cioccolato sempre mescolando delicatamente, ed infine (ancor più delicatamente) i lamponi, lasciandone uno a guarnizione della coppa!

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Bocconcini dolci di ricotta con cioccolato e fragole

Ingredienti:

  • Fragole o Lamponi 400 gr 
  • Farina 250 gr 
  • Burro 120 gr 
  • Ricotta di mucca 120 gr 
  • Zucchero semolato 60 gr 
  • Cacao in polvere 20 gr 
  • Zucchero a velo 2 cucchiai 
  • 1 tuorlo 

 In una ciotola o nella planetaria impastate il burro morbido con 40 gr di zucchero semolato e lavorate brevemente, aggiungete poi la farina e infine il tuorlo dell’uovo.
Impastate rapidamente senza scaldare troppo l’impasto, formate una palla e mettetelo a riposare in frigorifero per circa 30 minuti.
Nel frattempo lavate le fragole e frullatene metà con il restante zucchero semolato. Mettete in una ciotola la ricotta, il cacao e lo zucchero a velo, lavorateli insieme con una frusta e mettete la ciotola in frigorifero.
Stendete ora la pasta a circa 1 cm di spessore dandogli la forma di un quadrato. Mettetelo in una teglia ricoperta di carta da forno e fate cuocere in forno a 180°C per circa 15 minuti. Sfornate e lasciate raffreddare.
Spalmate uniformemente su tutta la superficie della pasta frolla il composto di ricotta e cioccolato, livellandolo bene. Tagliate ora il quadrato in quadrati più piccoli delle dimensioni che preferite. Guarnite con le fragole e servite i bocconcini con la salsa di fragole.

Marmellata di arance amare

Siccome un argomento ne tira un altro, dopo il sorbetto vi passo anche questa, che però fa mia madre.

Ho la ventura che  certi miei cugini abbiano un arancio amaro in giardino, e che ogni anno me ne regalino abbondantemente (in commercio, almeno a Livorno, non le ho mai viste).

Anche qui, a furia di semplificare, si è arrivati a questa ricetta: dopo una rapida sciacquata per togliere l’eventuale polvere (non usano ovviamente alcun trattamento chimico), vengono tagliate a fettine sottili con un’affettatrice elettrica, ovviamente bucce e tutto (eliminando però i semi…). Poi si mettono a bollire con non molto zucchero, diciamo circa un terzo del peso della frutta. Non appena comincia ad addensare (niente pectina, niente additivi, niente di niente) stop. Bisogna stare molto attenti a non farla cuocere troppo, altrimenti lo zucchero caramellizza, diventa scura e sa soltanto di caramello, come purtroppo avviene in molte confetture casalinghe (di alcune che  mi hanno fatto assaggiare, non sono riuscito a capire la frutta d’origine). Si mette nei barattoli ancora calda e si tappano bene. Dal momento che zucchero ce n’è poco, e conservanti per niente, è opportuno mettere i barattoli in una grossa pentola con acqua quasi a filo dei coperchi, e far alzare il bollore per sterilizzare. Si conservano benissimo per un anno e più. Il sapore è di ARANCE (amare), e il colore un bell’arancione molto vivo.

Una Variazione della Variazione: TIRAMISU’ ALLE PERE E CIOCCOLATO

 

…ché mi era avanzata una mezza scatola di savoiardi, e a casa mia non li mangia nessuno e allora ho chiesto ai bimbi come avrebbero fatto un altro tiramisù; mi han risposto “ai fichi” ed alle “pere e cioccolato”, così ho scelto di riproporre il dolce in questa seconda versione (anche perché con tutta la più buona volontà un tiramisù ai fichi non saprei proprio come farlo).

 

gli ingredienti

 

 

 

 

 

 

INGREDIENTI:

400 g. di mascarpone

3 uova

180 gr. di savoiardi

1 scatola di pere allo sciroppo

4 cucchiai di cacao amaro in polvere

1 etto di gocce di cioccolato

1 cu. di zucchero bianco

 

 

 

 

 

 

PREPARAZIONE:

La preparazione ovviamente è quasi  del tutto identica all’altra: sdraiate i savoiardi sul fondo della teglia, ma inzuppateli dapprima con lo sciroppo delle pere mescolato a due cucchiai di cacao amaro in polvere; poi versateci sopra la crema ottenuta mescolando il mascarpone con tre tuorli, aggiungendo poi delicatamente due albumi montati a neve e metà delle pere sciroppate (tagliate a cubetti e non frullate come avevo fatto per l’ananas), a questo punto un pochino di goccie di cioccolato ed un secondo strato del tutto uguale; sopra, come guarnizione, una spolverata di cacao miscelato a dello zucchero bianco e, ad ornamento ho sdraiato cinque sezioni di pera.

 

 

Sorbetti

Il recente colloquio, e scambio di idee, che ho avuto con Crealessio mi ha portato a riflettere sugli accostamenti di gusti e le loro mescolanze. Ecco, credo di poter dire che a me piacciono più che altro i gusti PURI, anche se non disdegno gli accostamenti. L’accostamento frutta-cioccolato è sicuramente intrigante, però tutto sommato preferisco sentire la frutta quando mangio la frutta, e il cioccolato quando mangio il cioccolato, che fra l’altro a me piace rigorosamente fondente.

Tanto per dirne un’altra, non vado pazzo per la Nutella, perché c’è dentro troppa roba: meglio il fondente da solo, le nocciole da sole, etc.

Tutto questo per introdurre i sorbetti, che faccio home made da diversi anni.

Quando mi hanno regalato la gelatiera ho cominciato a far gelati di tutti i tipi poi, piano piano, mi sono dedicato quasi esclusivamente ai sorbetti, per il semplice motivo che gelati di buona qualità si trovano anche abbastanza facilmente in commercio, ma non altrettanto vale per i sorbetti (non vivendo in Sicilia…) in quanto i vari additivi industriali finiscono sempre per snaturarne il gusto.

La mia gelatiera è di quelle con il motore elettrico e un disco accumulatore di freddo, che si tiene nel congelatore e si inserisce nell’apparecchio al momento di usarlo. Ci se ne fa circa un litro, ovviamente di un solo gusto, perché poi va rimesso a raffreddare.

Ho cominciato con versioni molto elaborate: frutta, sciroppo di zucchero, albume, aggiunte varie, ma pian piano ho eliminato quasi tutto, riducendomi all’essenziale. La mia attuale ricetta è questa:

– Un bel frullato di frutta di stagione o, secondo il caso, una spremuta.

– Il succo di mezzo limone, che ci vuole per dare la giusta acidità, senza la quale sarebbe stucchevole (ho provato).

– Zucchero quantum satis (l’unica è assaggiare).

Si mette tutto in gelatiera, e si fa girare finché non è della giusta consistenza.

Il sapore è strepitoso, frutta all’n-esima potenza. Non essendoci nessun emulsionante, conservante, etc. ha una conservabilità molto limitata: dopo un’ ora ha già perso qualcosa, e quindi comincio a farlo quando i commensali sono già seduti a tavola. Può servire come dessert o anche come intermezzo fra un piatto di pesce e uno di carne. I miei gusti preferiti sono fragola, popone, mandarino.

Tanto però per essere in contraddizione con me stesso, ho provato anche mele verdi (Granny Smith), rifinendolo poi con un goccio di calvados e qualche grano di pepe verde…

Variante del “TIRAMISU all’Ananas” di Silvestro

variante all’Ananas, cocco e cioccolato

Senza volerlo Silvestro ha toccato un tasto che è stato, nel corso della mia ormai semisecolare esistenza, motivo di interminabili discussioni, per fortuna mai sfociate nel sangue. Come tutti sappiamo il genere umano si è sempre diviso in fazioni: pisani e livornesi, fascisti e comunisti, cristiani e mussulmani e via dicendo; ma quando mi capita di parlare di accostamento di gusti, ed in particolare del cioccolato, risulta evidente che, come per i guelfi ed i  ghibellini, il genere umano è diviso nettamente in due fazioni: quelli che sostengono che il cioccolato leghi bene con la frutta, e quelli che al contrario pensano che il cioccolato ed il mondo delle creme non debbano essere contaminati. Personalmente faccio parte di quelli che ordinano volentieri un gelato ai gusti di limone e cioccolato e mangiano con gusto una tavoletta di cioccolato fondente ripiena di scorze d’arancio o frutti di bosco; trovo che la frutta, ed in particolar modo quella più aspra, si coniughi perfettamente con il sapore del cioccolato e ne mitighi la corposità. Ho avuto l’impressione che Silvestro faccia parte della fazione opposta, se così fosse ne prendo atto e ribadendo la mia stima per la sua competenza culinaria prendo “ideologicamente ” le distanze, del resto de gustibus

Mi si conceda di presentare questa “variante” della ricetta di Silvestro per la quale mi permetto di elencare gli ingredienti e pubblicare le fotografie della preparazione semplicemente perché nella sua ricetta non erano dosati gli ingredienti, così ho voluto elencare i miei dosaggi.

 

gli ingredienti

 

 

 

 

 

 

INGREDIENTI:

400 g. di mascarpone

2 uova

2 o 3 cucchiai di zucchero

180 gr. di savoiardi

1 scatola di ananas a fette (io ho usato quello nel succo e non nello sciroppo come prevedeva la ricetta di Silvestro)

2 cucchiai di farina di cocco

2 cucchiai di cacao amaro in polvere

1 etto di gocce di cioccolato

150 gr di zucchero bianco

 

 

 

 

 

 

 

PREPARAZIONE:

La preparazione è del tutto analoga alla ricetta presentata da Silvestro con pochissime modifiche che vado ad elencare:

1 – anziché un uovo ho utilizzato tre tuorli e due albumi montati a neve

2 – nel frullato di ananas ho messo anche due cucchiai di mascarpone per renderlo più corposo

3 – sopra ogni strato di crema ho disposto le gocce di cioccolato (vedi foto)

4 – infine, come guarnizione ho coperto il dolce con una miscela di cacao amaro, farina di cocco e zucchero (in parti uguali)

(le fette di ananas intere a guarnizione inizialmente dovevano esser 5, in stile con i cerchi olimpici, ma due, non so come mi son finite nello stomaco)

 

 

Tiramisù all’ananas

Come ho detto più volte, detesto il caffè (non me ne vogliano coloro ai quali piace, non è una cosa che dipenda dalla mia volontà), quindi sono  sempre in cerca di una versione alternativa di tiramisù. Questa che vi racconto è con l’ananas (fatta ieri sera).

Ho iniziato con l’aprire una scatola di ananas sciroppato. Con lo sciroppo ho bagnato dei savoiardi, e ne ho rivestito il fondo di una pirofila bassa. Poi ho frullato lo sciroppo rimanente con le fette di ananas, lasciandone tre per guarnire. Nel frattempo  ho preparato la crema: mascarpone, zucchero, un tuorlo d’uovo, un albume montato a neve.

Il dolce si assembla così: in fondo i savoiardi, poi il frullato di ananas (non deve essere molto liquido), e poi la crema di mascarpone. Sopra le fette intere per guarnire. (Dose per circa quattro persone). Una notte in frigo, ed è pronto.

Volendo farlo con l’ananas fresco, si potrebbero bagnare i savoiardi con una qualsiasi bagna per dolci dal sapore non troppo accentuato, magari diluita con un po’ di sciroppo di zucchero.

torta alle pesche

Una ricetta che rientra appieno nella categoria degli avanzi, o meglio degli scarti (a causa di un acquisto sbagliato): in vacanza ci siamo trovati con una pessima fornitura di pesche, non solo male assortite, ma talmente mal ridotte da non riuscire nemmeno a tenerle in mano.
Così ho deciso di salvare la situazione facendo un dolce: ho convertito una ricetta di torta di mele, presa su internet, adattata con opportune modifiche, alla frutta imbarazzante che riempiva il canestro della cucina.

non sono riuscito a fotografarla intera!... se la sono mangiata prima, quasi tutta: buon segno!

 

ingredienti:

5 o 6 pesche

1 bicchiere di latte

125/150 g. di burro

250 g. di farina

3 uova

1 bustina di lievito

Zucchero (da 100 a 150 g. a seconda del risultato
richiesto)

La scorza di un limone

Un pizzico di sale

Una spolverata di zucchero a velo (o di canna)

 PREPARAZIONE:

Fate fondere il burro ed accorpatelo alle uova e lo zucchero (la quantità di zucchero può variare a seconda del risultato che volete ottenere: 100g. per una torta meno dolce, aumentate il dosaggio per un risultato più dolce) mescolate accuratamente, unite la scorza del limone finemente tritata, continuate a mescolare versando poco alla volta anche il latte; unite ora al composto ottenuto, la farina ed il lievito, possibilmente setacciandoli per evitare i grumi, aggiungere un pizzico di sale e mettete a riposare in una ciotola. Ungete ora con burro e farina una teglia e riempitela, ricoprendo il tutto con uno strato di spicchi di pesche preventivamente tagliati. Infornate a 180° per circa un’ora. Lasciate raffreddare nel forno (non fate l’errore di cercare di toglierla dalla teglia prima che dia ben fredda, vi si sbriciolerebbe). Ponetela in un piatto di portata adeguato e ricoprite di  zucchero a velo (o se preferite una versione più rustica con lo zucchero di canna)