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Zuppa di cipolle alla francese

Zuppa di cipolle

Mi è venuta in mente questa ricetta che volevo fare da molto tempo. Noterete che la dose è per una persona (una cocotte) perché in casa le cipolle piacciono solo a me. Moltiplicate per i commensali. Si parte.

Ingredienti per persona

  • Un paio di fette di pane raffermo
  • Una cipolla e mezzo
  • Un paio di mestoli di brodo
  • 50g di formaggio grattugiato grosso (ho usato la mandolina col coso per la julienne)

Preparazione

In una piccola casseruola ho messo un po’ di olio e una noce di burro. Mentre si scaldavano ho tritato le cipolle non troppo fini e le ho messe a rosolare.

Nel frattempo che le cipolle si tostavano, ho tostato in forno anche il pane. Quando le cipolle sono imbiondite, ho aggiunto il brodo (parallelamente stavo cuocendo una marmitta di minestrone, ho usato il brodo di minestrone opportunamente filtrato) e ho fatto cuocere a fuoco basso fino a ritirare quasi tutto il liquido (un pochino però deve rimanere). A questo punto, ho regolato il sale.

Ho disposto nella cocotte metà del pane, metà delle cipolle e metàdel formaggio a strati, continuando con un altro strato identico, concludendo quindi col formaggio.

15 minuti nel forno a 180°. Buona esagerata.

Pasta ri vruòccul’ arriminàt’

Piatto tipicamente siciliano, che ho tentato l’altro giorno.

Serve un broccolo, cioè un cavolfiore, bianco o verde poco importa.

Lo si lessa, si scola, e si fa stufare in padella con olio, cipolla e filetti di acciuga. Si aggiunge dell’uvetta fatta rinvenire in acqua, dei pinoli (io non ce li avevo), ed una generosa dose di zafferano. Bisogna rimestare spesso (arriminare), affinché il cavolfiore si sbricioli.

Bisogna che nessuno degli ingredienti prevarichi gli altri, e quindi è consigliabile assaggiare, ed aggiungere quel che sembri opportuno. Un po’ di pepe non guasta.

Alcune ricette dicono “spaghetti” ma, secondo me, è più indicata la pasta corta, ed ho usato la “permanente” o fusilli che dir si voglia. (La pasta andrebbe, a dire il vero, lessata nell’acqua del broccolo).

Dimenticavo: nel piatto, una generosa dose di “muddica atturrata”, cioè pangrattato (altra costante della cucina siciliana) fatto tostare con poco olio.

Era buona, anche se non questa gran cosa. E’ evidente la parentela con le orecchiette con le cime (o i broccoli) di rapa, ma è una preparazione più ricca, con ingredienti di pregio (uvetta, zafferano).

E’ un po’ dolciastra quindi, per contrasto, la abbinerei ad un bianco con note minerali abbastanza pronunciate, preferibilmente siciliano. Inzolìa?

 

Carbonara Vegetale ai funghi

 

 

Per preparare una pasta alla carbonara ad un vegetariano è sufficiente sostituire la pancetta! Naturalmente gli integralisti vegani vorrebbero togliere anche le uova ed il formaggio (e a questo punto direi tutta la carbonara e preparare una ottima pasta all’olio e pepe!). Tralasciando gli eccessi ecco una versione di Carbonara alternativa alla classica CARBONARA DI ZUCCHINE, che può essere apprezzata da chiunque semplicemente per il fatto che non essendoci la pancetta (o il guanciale se preferite) risulterà più digeribile.

INGREDIENTI:

300 g. di Fettuccelle

2 uova

100 g. di grana grattuggiato

150 g. di champignon

3 cu. di olio EXV di oliva

1 spicchio d’aglio

Una spolverata di pepe

2 o 3 foglie di prezzemolo

PREPARAZIONE:

lasciate appassire i funghi tagliati in piccoli pezzi, a fuoco basso nell’olio con lo spicchio d’aglio tagliato a metà; nel frattempo cuocete la pasta (per le carbonare vegetali generalmente io preferisco utilizzare spaghetti alla chitarra, linguine o fettuccine). Frullate poi le uova intere (per la carbonara c’è chi utilizza solo i tuorli), con il formaggio grattato. Mentre scolate la pasta alzate a fuoco vivo il soffritto di funghi e condite con abbondante pepe nero; versate ora la pasta nel soffritto e spegnete il fuoco continuando a mescolare. Ad occhio (dopo circa trenta secondi) versate l’uovo frullato e continuando a mescolare dovreste ottenere la giusta consistenza cremosa da CARBONARA. Impiattate e guarnite con un paio di foglie di prezzemolo.

P.S. sostituendo funghi ed aglio con del guanciale dovreste ottenere più o meno una CARBONARA TRADIZIONALE, naturalmente con degli SPAGHETTI:

Tartufi: variazioni sul tema.

Un mio caro amico di San Miniato, non fa passare anno che non mi regali una bella manciata di tuberi, ed  anche questa volta me lo son visto arrivare con un bel po’ di marzoli. Un mezz’etto abbondante, direi.

A mia madre non piacciono, ed io non posso certo mangiarmi da solo sessanta grammi di tartufi, che oltretutto vanno a male alla svelta. Ho quindi invitato mio cugino (luca63) e la sua compagna. (Non me ne vogliano gli altri amici ma, per motivi logistici, debbo fare un po’ a rotazione).

I marzoli non reggono la cottura, e quindi di solito ci si limita a fare dei tagliolini al burro su cui affettarli, che però non mi hanno mai entusiasmato , perché il tartufo ha molto profumo, ma sapore fino ad un certo punto. Insomma, a me pare pasta al burro.

Ho deciso quindi di provare qualcosa di più “cucinato”, e mi sono rivolto al libro “La cucina toscana” di Giovanni Righi Parenti.

Nel capitolo dedicato a Lucca, riporta la ricetta delle “tagliatelle al forno”, che però a me tanto lucchesi non sembrano.

La cosa funziona così:

Si inizia trifolando dei funghi, meglio se porcini, con olio, un’idea di aglio, poco vino bianco (ho usato i surgelati, perché non saprei dove trovarli freschi in Marzo). Si lessano poi, ben al dente, delle tagliatelle all’uovo. In una teglia imburrata, uno strato di pasta e uno di funghi. Poi un altro di pasta.

A questo punto si prepara una “velouté” cioè, in sostanza, una besciamella con burro e farina in cui, al posto del latte, si usano un bicchiere di brodo e uno di vino bianco. Di mio, ho aggiunto una spruzzata di brandy. Quando è fredda si arricchisce con molto parmigiano grattugiato e due tuorli d’uovo.

C’è da dire che Righi Parenti ha toppato clamorosamente con le dosi, perché prescrive 50 gr di burro e 500 gr di pasta per dieci persone…

Ad ogni modo, la si versa sopra la pasta, avendo cura di farla penetrare bene, una spolverata di parmigiano, ed in forno per una mezz’oretta.

Quando è in tavola, una abbondantissima nevicata di fettoline di tartufo. E’ squisita.

Come secondo, non volendo ripiegare sulle solite uova al tegamino, le ho fatte in cocotte (questa l’ho inventata io): sul fondo di ogni cocottina ben imburrata, una bella spolverata di parmigiano. Poi tre o quattro cucchiaiate di panna da cucina. Sale, pepe, due uova intere, e un’idea di “fondo bruno” della Knorr. Una lacrima di olio al tartufo, ancora parmigiano, ed una fettina sottilissima di fontina o qualcosa di simile, a coprire (non sottilette eh!). Un quarto d’ora in forno a gratinare. Anche qui, in tavola, tartufi come se piovesse. Erano proprio buone.

Avevo poi, grazie alla cortesia del mio amico Dario, una mezza forma di un pecorino di Lajatico di sconvolgente bontà, che naturalmente ho messo in tavola. Poi fragole all’aceto secondo quanto prescrive Ugo Tognazzi, e Infine:

Dessert al tartufo.

Cioè del mascarpone addolcito con poco zucchero e alcolizzato con poco brandy, arricchito però con molto miele al tartufo. Da intuffarci i cantuccini.

Da bere: a tutto pasto, ho abbinato una bottiglia di Berlucchi brut. Col formaggio e il dessert, un buon Sauternes. Un calvados per digerire… (non mi sono ricordato di avere anche un amaro al tartufo, ma non è stata una gran perdita).

Considerando che mia madre non li mangia, ci siamo fatti fuori 60 grammi di tartufi in tre. Diciamo che la voglia ce la siamo levata…

Spetzeln alla crema di Brie

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Questa ricetta è una di quelle di cui vado fiero, veramente riuscita. Si tratta di un semplice condimento per la pasta; ho utilizzato gli SPETZELN (gnocchetti tirolesi agli spinaci), ma penso che qualsiasi pasta all’uovo vada bene comunque, così come anche i gnocchetti di patate (meno i ravioli ed i tortellini per cui bisogna fare i conti con il sapore del ripieno).
E’ una preparazione inventata per esaltare una qualità particolare di BRIE: il BRIE DI MEAUX (località dove nasce il BRIE che si trova non lontano da Disneyland Paris), questa qualità di formaggio è reperibile facilmente anche in Italia (io la prendo al banco gastronomia della COOP, sia a Roma che a Livorno). Consiglio di non provare a preparare la ricetta con BRIE commerciali perché hanno poco sapore; semmai conviene utilizzare un CAMEMBERT anche commerciale o addirittura del TALEGGIO che sono formaggi più saporiti.

INGREDIENTI
1 confezione di SPETZELN tirolesi agli spinaci (250 g.)
½ tazza di panna da cucina
70 g. di burro
200 g. di BRIE DI MEAUX (o altro formaggio molle saporito)
Una manciata di pistacchi
Scorza di limone biologico

EVENTUALE VARIANTE
Una fetta di prosciutto di praga tagliato alto 1 cm.

PREPARAZIONE
Anche se si tratta semplicemente di un condimento per la pasta va preparato con cura. In un tegame fate fondere il burro a fuoco molto basso ed aggiungete il formaggio tagliato a tocchi di 2-3 cm (con tutta la scorza) e se gradite il prosciutto va aggiunto ora, tagliato a cubetti di circa 1 cm di lato; lasciate fondere lentamente e nel frattempo tagliate grossolanamente i pistacchi e tagliate un paio di lamine di scorza di limone a listarelle sottili. Aggiungete il tutto e quando il formaggio sarà fuso aggiungete pistacchi e scorze di limone lasciando un paio di pistacchi interi ed una scorza di limone per eventuale guarnizione. Spegnete il fuoco ed aggiungete la panna mescolando delicatamente. Appena pronti gli gnocchetti riaccendete il fuoco del condimento e fate mantecare per un minuto a fuoco leggermente più alto.
Buon appetito

Tagliatelle col prosciutto (Ricetta artusiana).

Tanto per sfatare un luogo comune, ho sempre sostenuto che le ricette dell’Artusi siano in realtà praticabili anche oggi, e diverse le ho provate. Questa è una di quelle che pratico più di frequente.

In casa mia usiamo acquistare il prosciutto (di Parma) in tocchi di circa un chilo, poco più o poco meno, perché uno intero sarebbe troppo.

Quando si arriva alla fine diventa difficile da affettare, e talvolta è anche un po’ fibroso, specialmente se è dalla parte dello zampuccio. Ecco allora che torna bene questa ricetta. Siccome non tutti potrebbero avere sotto mano La scienza in cucina, la riassumo brevemente:

Si tritano carota e sedano in buona quantità, si taglia il prosciutto a quadrucci e si mette tutto al fuoco con un pezzo di burro. Quando ha preso colore si aggiunge il pomodoro, e si usa per condire le tagliatelle con abbondante parmigiano.

L’unica differenza, è che io il prosciutto non lo taglio a quadrucci, ma lo trito insieme al resto nel tritacarne (bisogna naturalmente avere l’accortezza di eliminare le parti  eventualmente ingiallite). Oggi, per variare, ho usato le penne anziché le tagliatelle, ed erano buone lo stesso.

Da bere avevo un rosso di poche pretese della Badia di Morrona, e ci stava proprio bene.

Pesto di pomodoro fresco e bottarga

Pesto pomodoro e bottargaQuesto pesto estivo l’ho realizzato con l’aiuto di un po’ di bottarga di muggine che avevo avanzata. La riuscita è stata tale che ho deciso di postarlo qui.

Ingredienti per due

  • un pomodoro bello maturo
  • uno spicchio d’aglio
  • tre o quattro gherigli di noce
  • foglie di basilico
  • olio evo
  • un cucchiaino o due di bottarga

Procedimento

Passate al mixer tutti gli ingredienti tranne la bottarga, che mescolerete al pesto dopo con l’olio, aggiustando di sale.

Conditeci la pasta allegramente, accompagnando con dadini di pomodoro conditi a parte con sale, olio e basilico.

Risi e Bisi

risi e bisi  (8)Uno dei piatti che amavo molto da bambino era questo! mia madre lo preparava spesso, anche se mi sembra di ricordare che ne faceva una versione semplice, senza prosciutto e forse anche senza cipolle. Recentemente mio figlio, che segue quelle trasmissioni televisive in cui si parla di cucina, ne ha sentito parlare (se non sbaglio dallo Chef Carlo Cracco) e se n’è incuriosito; quando ha saputo che conoscevo bene il piatto ha voluto che lo preparassi e devo dire che ho avuto successo, perché hanno voluto tutti che ripetessi la prova i giorni successivi anche con qualche variante.

INGREDIENTI:

  • 400 g. di riso per risotti
  • 350 g. di piselli
  • una fetta di lardo
  • 150 g. di prosciutto crudo a tocchi
  • 1/2 cipolla bianca
  • 1 lt. di brodo
  • una spruzzata di vino bianco

PREPARAZIONE:

Tagliate a cubetti minuscoli sia il lardo che la cipolla e metteteli a soffriggere in un’ampia padella; contemporaneamente andrebbe tostato il riso (potete farlo nella stessa padella, in questo caso va fatto subito prima). Quando il soffritto è “vivace”, innaffiatelo con una spruzzata di vino bianco ed aggiungete il prosciutto tagliato a dadini, mescolate, abbassate la fiamma e versate riso e piselli mescolando lentamente per far mantecare il tutto per qualche secondo, poi aggiungete il brodo un mestolo alla volta, sempre a fiamma bassa, e continuate per circa 20 minuti mescolando continuamente. (Generalmente il tempo di cottura per i risotti è 15/20 min. ma controllate le indicazioni del riso che usate) è prudente fare qualche assaggio per verificare sia la cottura, che il sapore: se il brodo che adoperate sarà saporito ( può essere, a vostro gusto, sia vegetale che di carne), allora non è necessario aggiungere del sale, altrimenti regolate assaggiando. A piacere potreste aggiungere una noce di burro e del formaggio grattato per condire, ma con il lardo ed il prosciutto io non ho condito ulteriormente.

Variante con Riso Basmati Nero:

Tra le varie prove abbiamo preparato un risotto con uno stranissimo riso Basmati, nero, molto lungo e stretto, in una confezione che dichiarava una lavorazione (o produzione) addirittura Canadese! Lo avevamo dentro casa, ma onestamente non ricordo nemmeno quale ne fosse la provenienza. La resa è stata difficile perché benché sulla confezione dichiarassero 50 minuti di cottura, dopo un ora e un quarto i chicchi hanno cominciato ad ammorbidirsi, con la inevitabile conseguenza che al contrario i piselli erano “sfatti” se non addirittura spappolati!. Sapevo che il Basmati non fosse proprio adatto ai risotti, ma non credevo fino a questo punto. Comunque la resa è stata decente anche in questa versione

Canederli (Gnocchi di pane)

canederli (12)Bloccati in casa per motivi diversi, (io in degenza post-operatoria e mio figlio influenzato con 38 di febbre) ci stiamo scatenando ed abbiamo rispolverato una ricetta che facevo spesso anni fa quando frequentavo il Trentino; si tratta di una ricetta in pieno stile di “riciclo”, uno di quei piatti che si prepara con il pane avanzato.  Di Canederli, o gnocchi di pane, è possibile prepararne varie versioni differenti, quella tradizionale contiene cubetti di speck, ma ne esistono varianti con gli spinaci, con i funghi porcini; io ne ho fatto una versione abbastanza semplice con prosciutto e formaggio.

INGREDIENTI:

  • 350 g. di pane secco
  • 1/4 di cipolla bianca
  • 2 uova
  • un bicchiere di latte
  • 180 g. di Fontina valdostana
  • 150 g. di prosciutto crudo a tocchi
  • 100 g. di burro
  • 60 g. di farina
  • un pizzico di sale

PREPARAZIONE:

Tagliate i pane secco a cubetti ponetelo in un’ampia terrina, versateci sopra le uova frullate, poi il burro soffritto con la cipolla ed il prosciutto tutto tagliato a dadini, impastate, poi aggiungete il latte e continuate ad impastare, poi la farina, ed infine il formaggio, anch’esso a cubetti, ed un pizzico di sale. Formate poi delle palle della dimensione di un uovo di gallina (in cottura aumenterà di volume!). cuocere in acqua bollente e salata per buoni 20 minuti.

Per il condimento ci sono tre varianti possibili: in brodo, asciutti con un pezzo di burro posato sopra a fondere, oppure, (ma questa diventa un’altra storia) con uno spezzatino al sugo

Risotto al “Graukäse” (formaggio grigio della Val Pusteria)

Risotto al Graukäse  (9)Oggi ho preparato questo risotto perché avevo una serie degli ingredienti necessari, quasi tutti in scadenza, o in stato di decomposizione!

Non è “farina del mio sacco”, avevo visto la sua preparazione da Norbert Niedrkofler chef del ristorante ST. Hubertus di San Cassiano in Val Badia, che lo aveva preparato in una idilliaca cornice montana, in una Baita di montagna, a beneficio di una Troupe televisiva anglo-australiana

INGREDIENTI:

  • 500 gr. di riso per risotti
  • 80 gr. di Graukäse
  • ½ cipolla
  • 100 gr. di panna liquida
  • Burro per la cottura
  • 1 litro di latte
  • Oppure
  • Una spruzzata di vino bianco ed un litro di brodo

(io ho optato per il latte perché non avevo il vino!)

PREPARAZIONE:

in un tegame largo, mettete a soffriggere la cipolla tagliata finemente, con il burro; Innaffiate con il vino ed aggiungete il formaggio, allungate a poco a poco con il brodo e posate delicatamente il formaggio tagliato a fettine sottili. Mescolate ed aggiungete il riso continuando a versare il brodo (o il latte) per evitare che si incolli. Continuate a cuocere a fuoco molto basso allungando di tanto in tanto con il brodo o il latte fino a cottura (20 o 25 minuti) assaggiando di tanto in tanto, regolando il sapore con il sale (ed eventualmente un po’ di parmigiano, anche se questo rischia di coprire il sapore del Grigio); infine quando vi sembra pronto versate la panna liquida, mescolate vigorosamente e servite caldo nei piatti!