cous cous verde con spinaci e pancetta
INGREDIENTI:
300 g. di cous cous
450 g. di spinaci
1/2 bicchiere di latte
100 g. di burro
1 cucchiaio d’olio d’oliva exv
100 g. di pancetta affumicata
1 bicchierino di vino bianco
PREPARAZIONE:
fate bollire gli spinaci in 300 cl di acqua salata e scolateli conservando l’acqua per la cottura del cous cous. Preparate il cous cous con l’acqua degli spinaci ed alla fine della preparazione conditeli con una crema di spinaci preparata come segue: Dividete gli spinaci 1/3 e 2/3; frullate assieme 1/3 degli spinaci con il latte ed il burro, versando il tutto sul cous cous mescolando con cura finché la colorazione non sarà uniforme. Mettete ora in una casseruola la pancetta a soffriggere con gli spinaci innaffiando il tutto con il vino quando la temperatura lo renderà necessario, fate ritirare il liquido in eccesso e versate questo soffritto ben caldo sul cous cuos che avrete fatto accomodare in un ampio piatto di portata
cous cous verde con lenticchie, cipolle e pomodorini
Questa volta è una vera ricetta fatta completamente con avanzi alla svuotafrigo! l’unica cosa che ho comprato è stato il prezzemolo, il resto era tutto in casa quasi alla data da consumarsi prima del! Passiamo ora alla lista degli ingredienti.
INGREDIENTI:
250 cc di acqua di bollitura di broccoli (verde)
250 g. di cous cous
350 g. di lenticchie
1/2 cipolla di Tropea
2 fettine di prosciutto crudo
1/4 di dado per brodo
1/2 bicchiere di olio di oliva exv
2 spicchi d’aglio
1 grappolo di pomodorini pachino
qualche foglia di prezzemolo
PREPARAZIONE:
ci sarebbe un preambolo alla preparazione; come condimento finale è molto adatto un pochino d’olio aromatizzato all’aglio, per prepararlo è sufficiente affettare gli spicchi d’aglio in un barattolo, a mollo nell’olio, e lasciare che si insaporisca per poi utilizzare solo l’olio, scartando l’aglio (questo è un sistema che si usa per preparare gli spaghetti aglio, olio e peperoncino, evitando di cuocere l’olio). Questa operazione va effettuata qualche ora prima, meglio sarebbe addirittura il giorno prima. Detto questo passiamo alla preparazione del piatto: per il condimento di base ho preparato un soffritto in un coccetto con cipolla, olio ed un pezzetto di dado per brodo, poi ho aggiunto le fettine di prosciutto tagliate a pezzettini, ed infine le lenticchie (ovviamente essendo un avanzo erano cotte). Poi preparate il cous cous come prevede la ricetta, ma usando l’acqua di cottura dei broccoli anziché l’acqua naturale (avevo idea che così facendo il cous cous sarebbe risultato verde, ma il risultato è stato alquanto deludente, come potete anche giudicare dalle foto accluse). Una volta terminata la cottura del cous cous, versateci sopra le lenticchie, e guarnite con pomodorini tagliati a quarti, fettine di cipolla di Tropea tagliate sottilissime e foglie di prezzemolo; infine aggiungete l’olio aromatizzato all’aglio precedentemente preparato.
fusilli integrali sperimentali ai funghi galletti, porcini e brandy
oggi mi hanno regalato un sacchetto di funghi galletti (quelli che al nord chiamano Fenferli), per usarli ho inventato un condimento per la pasta e sono andato a ruota libera;
INGREDIENTI:
200 g. di funghi galletti freschi
20 g. di funghi porcini secchi
40 g. di burro
1/4 di cipolla di Tropea
1 bicchierino di Brandy
1 bicchiere di latte
1 tazza (da cappuccino) piena di olio d’oliva EXV
1 spicchio d’aglio
350 g. di pasta corta (ho usato dei fusilli integrali)
sale a piacere
ATTREZZATURA:
1 tegame di terracotta basso e largo
PREPARAZIONE:
innanzitutto tagliate a fettine l’aglio e mettetelo a bagno nella tazza dell’olio d’oliva affinché l’olio s’insaporisca ed i porcini secchi a bagno in metà del brandy (meglio ancora se queste operazioni vengono effettuate qualche ora prima); ponete il tegame a scaldare sul fuoco inserendovi al suo interno il burro e la cipolla affettata finemente. Quando la cipolla sarà leggermente imbrunita versateci sopra i funghi porcini con il brandy ed abbassate il fuoco lasciando poi che il sugo si ritiri, aggiungete i funghi galletti, regolate di sale, mescolate per fare amalgamere il tutto ed allungate con il latte; a questo punto ho versato la pasta cruda direttamente nella teglia per farla cuocere direttamente nel condimento. A cottura ultimata ho aggiunto l’olio dentro al quale avevo lasciato l’aglio, ed ho servito in tavola.
P.S.
la cottura senz’acqua l’ho improvvisata perché il condimento era molto lungo: alla fine il risultato è stato buono.
Pancotto alla marinara
Quando nel passato i pescherecci viareggini salpavano per la pesca (Io son livornese, ma so benissimo che Livorno non è mai stata una città di pescatori, tant’è che anche oggi qui vengono chiamati “pozzolani”, perché vengono quasi tutti dalla Campania), si portavano dietro un po’ di pane secco, e poi il condimento: pomodori, olio, sale, pepe, peperoncino, etc. Con quello che pescavano, poi, preparavano il “pancotto” o “pappa”, naturalmente usando il pesce meno pregiato. Per quanto possa sembrare strano, infatti, la pasta è arrivata abbastanza tardi nelle abitudini alimentari italiane, e toscane in particolare (basta leggere l’Artusi per rendersene conto).
La versione che fa mia madre è questa (l’ho appena mangiata…):
Soffritto con aglio, salvia, peperoncino (olio super, naturalmente). Poi passata di pomodoro, e infine il pesce. Va bene tutto ma, se non si vuole ammattire a sfilettare, si possono usare anche solo molluschi e crostacei. Si fa cuocere in modo da ottenere sostanzialmente un sugo di pesce, avendo l’accortezza di tenerlo un po’ più liquido di quando serve per la pasta.
A questo punto si mette il pane raffermo a pezzetti (meglio se è la bozza pratese cotta a legna), e si fa cuocere finché non è disfatto.
E’ già finito, si impiatta decorando con una foglia di basilico e, volendo, un filo di olio a crudo.
Si può abbinare un bianco di corpo, o magari un rosé. Oggi avevo una bottiglia di Rapitalà, e non ci stonava per niente.
Calzoncini di patate al gorgonzola e pistacchi con “quasi pesto” di zucchine
Pasta:
- 100g di farina 00 + tantissima altra per infarinare la spianatoria, il mattarello, le mani.
- 1 uovo e 1 tuorlo
- 100g di patate a pasta bianca (circa 2 medie)
- Farina gialla abbondante (per far riposare i calzoncini)
Ripieno:
- 100g di ricotta vaccina
- 80g di gorgonzola dolce
- Un paio di manciate di pistacchi tostati e salati da sgusciare
Quasi-pesto
- 2 zucchine
- 4 ciuffi di basilico
- 1 ciuffo di maggiorana o timo
- Olio, parmigiano grattugiato, sale
Più ovviamente, sale, pepe ecc. ecc.
Lavare le zucchine, tagliarle a tocchetti e farle cuocere al vapore circa 10 minuti (o lessarle 7); quando sono pronte metterle ad asciugare su un canovaccio. Far bollire l’acqua in una pentola, lavare le patate e lessarle 30 minuti. Lasciare ammorbidire il gorgonzola a temperatura ambiente. Sgusciare i pistacchi e tritarli senza sfarinarli. Impastare gorgonzola e ricotta fino a rendere la crema il più possibile omogenea, quindi aggiungere i pistacchi tritati: NON SALARE perché i pistacchi saranno già salati e anche il gorgonzola ci mette del suo. Coprire la crema con pellicola e tenere in frigo finché non si usa. Scolare le patate, sbucciarle e passarle al passapatate; fare intiepidire una decina di minuti in una terrina posizionata sopra la spianatoia, nel frattempo lavare e asciugare il basilico e la maggiorana. Riunire farina, uovo e tuorlo, un pizzico di sale e impastare energicamente, trasferendo poi sulla spianatoia e continuare infarinando il piano finché la palla non viene elastica. Stendere la sfoglia col mattarello infarinato fino a circa1 mmmassimo e con un bicchiere infarinato sul bordo ritagliare dei tondi, farcire con una palletta di ripieno e richiudere a mezzaluna facendo aderire bene. Far riposare in un vassoio di carta cosparso di farina gialla.
Poco prima di servire preparare il quasi-pesto (“quasi” perché non ci sono pinoli visto che i pistacchi sono già nella farcia). Frullare le zucchine con olio e parmigiano (poco, un tocchettino piccolo) fino a ridurle ad una crema, aggiungere il basilico spezzettato con le mani e la maggiorana, dare un’altra passata e siamo a posto.
Lessare i calzoncini in acqua bollente salata togliendoli con la schiumarola un minuto dopo che sono emersi, ricoprire con la salsa e via.
Da bé: mix di sapori e consistenze che si bilancia da sé, ma in cui la componente erbacea-sapida è prevalente e con molta struttura; serve un Sauvignon del Collio o dell’Alto Adige o di Sancerre, o un Pinot Bianco di Terlano, o un Soave Superiore.
Riso venere 2: gamberetti e friggitelli
Arriva il momento nel quale anche un povero babbo come me, abbandonato dalla famiglia al mare, deve uscire a fare la spesa. Ecco allora la seconda variante del riso venere, stavolta un pochino meno autarchica:
Ingredienti
- 100g di riso venere bollito
- Un cipollotto di tropea
- 4 friggitelli
- 2 Pomodorini ciliegini
- Una decina di bamberetti sgusciati
- Prezzemolo
- Peperoncino
Preparazione
In padella in olio d’oliva ho messo il cipollotto tritato col prezzemolo. Dopo pochi minuti ho messo i friggitelli puliti e tagliati ad anellini finissimi, aggiungendo anche i pomodorini a dadini.
Dopo altri tre minuti ho buttato i gamberetti, aggiustato di sale e peperoncino.
Alla fine ho saltato il riso in padella, annusando entusiasta i profumi…
Riso venere 1: alle verdure e bottarga
Adoro il riso venere perché, nei suoi 40 minuti di cottura, ti profuma di buono la casa. Continuando a svuotare la dispensa, ho dato un’altra botta all’orto ed ecco la prima variante, visto che il riso era molto. Tra l’altro, condito con un filo d’olio e basta arriva tranquillamente al giorno dopo in perfette condizioni…
Ingredienti per me
- 100g di riso venere bollito
- Un cipollotto di tropea
- Un paio di falde di peperone crudo
- Pomodorini ciliegini
- Prezzemolo
- Capperetti sotto sale (dissalati)
- Peperoncino
- Bottarga
Preparazione
In padella ho rosolato in olio d’oliva il cipollotto, i gambi del prezzemolo, il peperone tagliato a brunoise, i pomodorini a dadini. Il tutto per poco più di 5 minuti a fuoco alto. Verso la fine ho aggiunto i capperi, salato e aggiunto peperoncino.
Ho poi saltato il riso in padella spolverando di bottarga e prezzemolo tritato…
Cous cous minestronato
In questi giorni, con la famiglia la mare e 60 gradi fuori, mi guardo bene dall’andare in giro, quindi sto dando fondo ai reperti archeologici della dispensa e zone limitrofe.
Tra i reperti, un po’ di cuscussù, come diceva il povero Artusi, e un fondo di busta di bieco minestrone di legumi surgelato.
Dopo una razzolata nell’orto per complemento, ecco la prima ricetta svuotadispense.
Ingredienti
- Cuous cous un paio d’etti
- Tre o quattro mestoli di minestrone di legumi, già cotto e avanzato dal giorno prima
- Tre o quattro pomodorini dell’orto
- L’unico zucchino del giorno
- Un paio di filetti d’acciuga sott’olio
- Una cipolla di tropea
- Spezie per Tajine
- Peperoncino a secchi
Preparazione
Ho preaparato il cous cous come da istruzioni, facendo bollire una pari quantità d’acqua salata, facendo gonfiare la semola con una noce di burro.
Intanto, in una casseruola, ho messo in olio d’oliva la cipolla tritata, le acciughe, i pomodorini a pezzetti, lo zucchino a dadini.
Ho lasciato sofrriggere un po’ senza esagerare, poi ho aggiunto il minestrone scolato, parecchia spezia per tajine e parecchio peperoncino, per dare mordente. Una rapida aggiustat di sale e quindi ho versato il cous cous nella casseruola, girando bene per un paio di minuti.
Va fatto riposare un po’, e il giorno dopo è anche meglio…
La mia “Amatriciana” …e quella originale!
Per anni il mio cavallo di battaglia, in cucina, sono stati i “Bucatini all’Amatriciana”, ne sono andato fiero anche perché avevo messo a punto un piattino niente male, purtroppo (ed è solo colpa mia) mi sono messo in testa di andare ad indagare sulle ricette tradizionali più famose ed ho scoperto, non solo che quello che preparavo non è per nulla un’ Amatriciana, ma che il piatto tradizionale non è fatto nemmeno con i bucatini, ma con gli spaghetti.
LA RICETTA ORIGINALE DEGLI SPAGHETTI ALL’AMATRICIANA
INGREDIENTI (per 4-5 persone)
500 g. di spaghetti
250 g. di guanciale
400 g. di pomodori pelati a pezzettoni
150 g. di pecorino di Amatrice grattato (in alternativa Ricotta salata, ma non Parmigiano ne’ Pecorino Romano)
peperoncino
strutto, un paio di cu.
ed (indispensabile) una padella di ferro.
PREPARAZIONE:
mettete a sciogliere lo strutto nella padella, quando sarà completamente fuso aggiungete il guanciale tagliato a striscioline (non a cubetti), ed il peperoncino, quando il guanciale sarà ben rosolato (cotto, ma non bruciato) aggiungete il pomodoro e lasciate che cuocia a fuoco lento per una decina di minuti; Quando il sugo sarà ben raddensato aggiungete tre quarti del formaggio grattato, mescolate e mettete da parte. Poi fate cuocere la pasta, scolate al dente conditela facendola mantecare in padella ed aggiungete il formaggio residuo sui singoli piatti
LA MIA RICETTA DEI BUCATINI (ALL’AMATRICIANA?)
INGREDIENTI (per 4-5 persone)
500 g. di bucatini
3-4 cipolle dorate
olio d’oliva (1 paio di cucchiai)
150 g. di guanciale quando c’è, sennò anche pancetta a cubetti
400 g. di pomodori pelati a pezzettoni, quando c’è, sennò anche passato
150 g. di parmigiano + 150 g. di pecorino Romano grattato
peperoncino
una spruzzata di vino rosso forte
PREPARAZIONE:
In una padella, non necessariamente di ferro, mettete a rosolare la pancetta (od il guanciale) con la cipolla tagliata a rondelle; quando sarà dorata innaffiate con il vino rosso ed aggiungete un paio di cucchiai di pomodoro mescolando lentamente; ripetete l’aggiunta del pomodoro 2 o 3 volte ed alla fine versatelo tutto, abbassate il fuoco e lasciate che cuocia a fuoco lento per una decina di minuti; Quando il sugo sarà ben raddensato aggiungete tre quarti del formaggio grattato, mescolate e mettete da parte. Poi fate cuocere la pasta, scolate al dente conditela facendola mantecare in padella ed aggiungete il formaggio residuo sui singoli piatti (io non metto il peperoncino perché gran parte dei miei “clienti” sono i miei bambini, altrimenti ci andrebbe)
Spätzle al pesto di montagna
Trovandomi in Val Pusteria ho voluto “azzardare”: per utilizzare un formaggio locale, il Graukäse o Grigio di Pusteria, ho provato ad inventare una versione alpina del pesto alla genovese ai sapori di montagna e ci ho condito una pasta locale, gli Spätzle
INGREDIENTI:
200 g. di formaggio Grigio
1 fettina di Speck tagliato sottilissimo
1 cipolla piccola
una noce di burro
1/2 bicchiere di vino bianco
1 tazza di gherigli di noci
1 manciata di rucola
olio di noci
200 g. di Spätzle (gnocchetti di montagna)
PREPARAZIONE:
tagliate finemente la cipolla, ed ancor più finemente la fettina di speck (che dovrà risultare quasi disintegrato) e mettete entrambi a soffriggere in un padellino con il burro; Spegnete il fuoco dopo aver innaffiato il tutto con il vino, e lasciate riposare. Nel frattempo tritate le noci, la rucola e tagliate il formaggio a pezzettini minuscoli (non credo sia possibile grattarlo poiché è un formaggio morbido). Mettete tutto nel mortaio, versateci sopra anche il soffritto e lavoratelo a lungo, finché non sarà diventato un composto omogeneo; A questo punto versateci l’olio di noce e riponetelo in un contenitore dove condirete la pasta.
Fate cuocere gli Spätzle, che saranno pronti a tempi discontinui, prelevateli con la schiumarola e poneteli nel pesto man mano che verranno a galla, aggiungendo, se dovesse servire, un pò d’acqua bollente per diluire il condimento.
All’occorrenza potete aggiungere una spolverata di grana su ogni piatto.
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