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Frittata di Giovanna.

Questa mi pareva di averla già postata, eppure non c’è… Mah, sarà la vecchiaia…

Comunque, si tratta di una frittata di verdure che ho mangiato molti anni fa a casa della mia amica e collega Giovanna che, molto gentilmente, me ne favorì la ricetta.

Servono zucchini, carote, peperoni e cipolle. Ci si potrebbero mettere anche le patate, ma io ne faccio a meno perché acquista una consistenza diversa, più farinosa.

Si tagliano a pezzetti tutte le verdure, e si fanno stufare in padella con acqua ed olio. E’ essenziale insaporirle con una generosa dose di origano, o di timo, o di maggiorana.

Quando sono cotte si scolano dall’olio e si fanno raffreddare. Il punto è proprio questo: debbono essere fredde quando si mescolano alle uova (due o tre, secondo la dose). Un po’ di parmigiano grattugiato. (Sale e pepe, ovvio).

Si versa il tutto in una padella di dimensioni tali che venga alta circa un centimetro e mezzo, e si fa cuocere in modo molto dolce, rigirandola a metà cottura. Si potrebbe anche cuocerla in forno.

Si può mangiare anche tiepida, ma il suo meglio lo dà quando è fredda. E’ un buon secondo piatto vegetariano ma, tagliata a cubetti, può far parte di un antipasto, servire per un buffet, per un brunch, un pic-nic…

Da bé: ci vuole un bianco leggero, che non prevarichi il sapore delle verdure: un Galestro, un Frascati… Oppure, magari, bollicine: un buon spumante del Trentino, non troppo secco.

Involtini di melanzane e tonno

Questa ricetta estiva si presta bene per cene fredde e similari.

Ingredienti

  • Una melanzana grossotta (io uso le globose, viola o striate)
  • Una confezione di tonno da 300g, il migliore che trovate
  • Olive taggiasche, sottolio o in salamoia, snocciolate
  • un cipollotto fresco piccolo, meglio se di tropea
  • Un cucchiaio o due di maionese
  • basilico
  • sesamo
  • Facoltativo: qualche pomodorino secco.

Preparazione

Per prima cosa affettare le melanzane (io lo faccio per il lungo) e grigliarle. Vanno condite con un pochino di sale e olio e fatte riposare.

Passare al mixer il tonno, il cipollotto, il basilico e le olive (se ci sono i pomodorini). Mescolare l’impasto ottenuto con la maionese.

Creare gli involtini, disporli sul piatto di portata e condire a loro volta coi semi sdi sesamo e un filo d’olio d’oliva.

Da mangiare freddi o al massimo tiepidini.

Supplì di Risi e Bisi

supplì con risi & bisi (10)Il grande successo dei Risi & Bisi della tradizione triestina ha portato come inevitabile conseguenza una sovraproduzione con “esubero” di risotto freddo; la logica mossa successiva, in linea con la politica del riciclaggio degli avanzi mi ha fatto elaborare questi supplì

INGREDIENTI:

  • un risotto avanzato (ne avevo una buona ciotola con cui ho ricavato circa 8 supplì)
  • un paio di uova sbattute
  • 100 g. di farina
  • una ciotola di pangrattato
  • mozzarelline ciliegino (una per ogni supplì)
  • olio per friggere

PREPARAZIONE:

assicuratevi che il risotto sia abbastanza secco per poterlo lavorare senza che si sfaldi (altrimenti potreste farlo “asciugare” in forno). Create delle palle di risotto al centro delle quali posizionate una mozzarellina e pressatele bene nelle mani per rendere i supplì ben compatti, poi passate nell’ordine: nella farina, nelle uova sbattute, e per finire nel pangrattato, badando che ad ogni passaggio il supplì sia ben coperto in ogni punto. Posate i supplì su un vassoio ricoperto con dei fogli di carta da cucina e fate scaldare l’olio in una padella (personalmente sono abituato a friggere con l’olio d’oliva, ma potete usare quello con cui siete abituati); fate attenzione ad ogni passaggio a manipolare i supplì delicatamente (a me uno si è spaccato a metà, evidentemente non era sufficientemente compatto!). Poi, dovendo cuocere solo esternamente, controllate la colorazione della panatura: quando comincia ad imbrunire saranno pronti, metteteli ad asciugare du numerosi fogli di carta da cucina, ed appena raffreddati saranno pronti

carote fritte caramellate

carote fritte (7)Sull’onda della nostalgia dei ricordi mi è tornata alla mente una ricetta semplice che preparava mia madre quando eravamo piccoli: una svogliatura, cerchietti di carota caramellati in padella. La versione che ho realizzato non è venuta come la faceva lei; sotto questo punto di vista è stato un fallimento, ma solo perché il risultato finale è stato differente, ma comunque è venuto una specie di croccante alle carote!

INGREDIENTI:

  • un paio di carote (il quantitativo è a piacere)
  • un cucchiaio di zucchero di canna
  • una noce di burro
  • Facoltativo: una spruzzata di rum

PREPARAZIONE:

Lavate, sbucciate e tagliate a rotelle le carote e datele una sbollentata (io le ho passate per un paio di minuti al microonde), poi fate fondere il burro in un padellino e mettete a sciogliere lo zucchero; versateci sopra le carote e lasciate che cristallizzi lo zucchero eventualmente innaffiando il tutto con una spruzzata di rum

(purtroppo io ho avuto l’impressione di aver esagerato con lo zucchero; anziché un croccante il risultato è stato così morbido da rendere necessaria una solidificazione in un contenitore d’alluminio: il risultato è stato un croccante alla carota, morbido e ben diverso dalle carote caramellate della mamma…ma lo stesso buono!)

Meringhe sbagliate

meringhe sbagliateRicollegandomi al preambolo della ricetta precedente, un’altra preparazione fatta con l'”esubero” di albumi è stato un TENTATIVO di meringhe (che sapevo di difficile realizzazione), ma immagino la causa fosse data dagli albumi vecchi. La loro consistenza era molto liquida e non si sono montati a neve in maniera sufficiente; sono riuscito a salvare la situazione con un piccolo escamotage, eccolo qui!

INGREDIENTI:

  • 200 gr. di Albumi
  • 100 gr. di zucchero semolato
  • 100 gr. di zucchero a velo

PREPARAZIONE:

Montate a neve gli albumi a bassa temperatura, con una frusta, aggiungendo poco alla volta i due tipo di zucchero; per preparare le meringhe, una volta ottenuta una compattezza quasi solida, distribuite il prodotto su un foglio di carta forno adagiata sulla teglia ed infornate per 1 ora e 30′ in forno già caldo, ad una temperatura di 100/120 °C.

Il problema, nel mio caso, è stato che il composto è rimasto lento e sono riuscito a salvare qualcosa versando quello che ho potuto, in dei contenitori di alluminio, ottenendo, come risultato, delle Muffin-Meringhe dal cuore fondente (assolutamente dignitose, anche se nate da un fallimento)

variazioni sulla pizza(3) : FOCACCIA AL FORMAGGIO

focaccia al formaggio (14)Ho sempre amato l’IDEA della focaccia al formaggio, ed avevo mitizzato quella ligure, quella di Recco! fino al giorno in cui mi è capitato di assaggiarla: sono rimasto profondamente deluso! non perché non sia buona, ma perché nella mia mente mi ero figurato qualcosa di completamente diverso e che oggi ho cercato di riprodurre. Dipende tutto dal tipo di ripieno: quello della focaccia ligure da quel che ho capito è una specie di stracchino, mentre io mi ero sempre figurato qualcosa di simile all’Emmenthal (e io l’ho provata a fare con l’Emmenthal)

INGREDIENTI

per l’impasto:

(vedi ricette precedenti)

per la farcitura:

  • 1/2 cipolla di Tropea
  • 50 gr. di burro
  • 200 gr. di Emmenthal
  • un pizzico di sale grosso e un pò di olio d’oliva per la farcitura finale

PREPARAZIONE:

tagliate a fettine sottili la cipolla e fatela rosolare a fuoco lento in un padellino con il burro, versandola poi in una ciotola a portata di mano; stendete poi l’impasto di uno spessore di mezzo centimetro circa su una teglia infarinata e su metà di esso adagiate metà del formaggio tagliato a fettine sottili (io ho trovato dell’emmenthal già affettato a “sfoglie sottili”); distribuite poi in maniera uniforme sul formaggio il burro fuso con le cipolle, quindi un’altro strato di formaggio ed in chiusura l’altra metà della pizza. Farcite poi l’esterno con una manciata di sale grosso ed un filo d’olio, infornate per una mezz’ora abbondante a fuoco vivace.

Io ho aggiunto anche un pò di cipolla all’esterno, ma si è bruciacchiata troppo!

Croccante della Befana

croccante della befanain perfetto stile “riciclaggio” ecco come ho utilizzato una serie di monete di cioccolato, residuo delle calze della Befana dei bambini. La stessa cosa si può fare dopo le festività pasquali, quando nelle case spuntano numerose le uova di cioccolato e si riempiono i congelatori. Io in casa avevo semplicemente dei fiocchi di cereali, ma all’interno è possibile mettere anche della frutta secca come pinoli, noci o nocciole e perché no, anche dell’uva passa.

INGREDIENTI:

  • una manciata di monete di cioccolata (o altri avanzi di cioccolato)
  • frutta secca (pinoli, mandorle noci arachidi o nocciole)
  • in alternativa o in aggiunta un cucchiaio di uva passa (ammorbidita in un bicchierino di rum)
  • in casa non avevo nulla di tutto ciò, tranne le monete di cioccolato, quindi mi sono accontentato di:
  • un cucchiaio di fiocchi di cereali

PREPARAZIONE:

ponete le monete di cioccolato a fondere a bagnomaria utilizzando una vaschetta di alluminio, alternate agli altri ingredienti; mentre il cioccolato si ammorbidisce mescolate fino ad ottenere un impasto omogeneo. Lasciate raffreddare il tutto e quando il composto sarà solidificato ed a temperatura ambiente mettete il tutto nel congelatore per un paio d’ore. Il freddo renderà il disco del croccante duro come un torrone, ma gradevole.

Variazioni sulla pizza: FOCACCINE RIPIENE

focaccine al formaggio (7)ho preso dimestichezza con l’impasto per la pizza e mi sono divertito a qualche variante interessante partendo da due idee: la prima è conseguente ad una mia opinione sulla focaccia al formaggio che fanno in liguria, a Recco; trovo inadatto il formaggio con cui è farcita, perciò mi sono lanciato in quest’esperimento, ho preparato delle focaccine tonde e le ho farcite con formaggi di vario tipo.

INGREDIENTI

per l’impasto:

  • 400 gr. di farina
  • 10 grammi di lievito
  • olio d’oliva E.V. (un tot)
  • un cucchiaino di sale

per il ripieno:

  • Formaggi saporiti tagliati a rettangoli di circa 3/4 cm
  • ed Olio di semi per friggere (normalmente non friggo mai, ma ero ospite a casa di mio fratello e lì usano friggere a mollo nell’olio di semi, altrimenti in casa mia se mi capita di friggere io adopero l’olio d’oliva)
  • come formaggi ho utilizzato: Taleggio, Gorgonzola, Fontina, Asiago, ed Emmenthal (le possibilità sono quasi infinite!)

PREPARAZIONE:

(tralascio la descrizione della realizzazione dell’impasto)

Stendete l’impasto fino ad ottenere uno spessore di 2 o 3 mm. Ricavandone dei dischi regolari (aiutandovi con un bicchiere rovesciato), badando a non far attaccare troppa farina sul lato che dovrà accogliere il ripieno, altrimenti aderirà con difficoltà all’altra metà. Unite due dischetti con un pezzo di formaggio in mezzo (io ho scelto l’effetto sorpresa, per cui una volta cotte le anonime focaccine ti potevano presentare qualsiasi tipo di formaggio, ed il gioco era indovinarlo!); una volta unite e pressate, le focaccine vanno fritte in padella nell’olio, rigirandole un paio di volte, facendo attenzione a ritirarle appena la superficie inizia ad assumere una colorazione appena dorata.

A fine cottura ponete le focaccine per  far assorbire un pò d’olio, su dei tovaglioli di carta ed aggiungete un pizzico di sale.

i gonfietti ripieni

gonfietti (10)

L’idea dei Gonfietti mi è venuta vedendo mettere a friggere in padella l’impasto per la pizza; ho pensato di fare delle pizzette ripiene fritte, ma poi ho pensato di farle al forno e alla fine mi è venuto fuori qualcosa di completamente diverso. Comunque molto buoni! ho usato tre ripieni differenti: Taleggio e pomodori freschi; Fontina e cavolfiori ripassati in padella e cipolla ed Emmenthal. Ma ovviamente una volta impostato il lavoro sarà possibile infarcirli con un’infinità di ingredienti diversi!

gonfietti (2)gonfietti (4)

 

 

 

 

 

 

INGREDIENTI

per l’impasto:

400 gr. di farina

10 grammi di lievito

olio d’oliva E.V. (un tot)

un cucchiaino di sale

per il ripieno:

un piattino di pomodori conditi e 100 g. di Taleggio

un piattino di broccoli o cavolfiori ripassati in padella e 100 g. di Fontina

una cipolla di tropea stufata al burro in un tegamino e 100 g. di Emmenthal

(tralascio la preparazione dei ripieni altrimenti non finiamo più…oltretutto credo sia utile utilizzare piattini di avanzi di verdure varie da abbinare astutamente con formaggi saporiti)

gonfietti (6)

 

PREPARAZIONE:

preparare l’impasto per la pizza in maniera classica: fontana di farina, fate sciogliere il lievito in acqua tiepida, salate, lasciate riposare aggiungete poi un par di cucchiai d’olio e lavorate fino a quando riuscirete a stenderla.

Ricavatene quindi dei riquadri di formato circa 15 cm per lato, mettete sopra ogni pezzo una fettina di formaggio ed una cucchiaiata di verdure e chiudete a fagotto ogni “gonfietto” pizzicando la pasta quasi fossero dei tortellini giganti.

Ripetete l’operazione fino ad esaurire gli ingredienti.

Posizionateli sulla carta da forno, in una teglia, ungeteli con un filo d’olio ed infornate con forno a temperatura medio alta (li ho tenuti per 20 minuti a 200 °C, ma erano risultati ancora un pò crudi quindi li ho rimessi ancora un pò!)

gonfietti (7)

Panettone Gastronomico detto anche, a Livorno, Pan Brioche.

Ma su questo blog non scrive più nessuno? Ganascia, Crealessio, Les Gourmets, Maritozzo, dove son finiti? Grande Capo, suona la sveglia…

Per intanto ne scrivo una io, però diamoci da fare eh?

Dunque, Pan Brioche. Il termine si dovrebbe riferire solo alla pasta, non al prodotto finito, ma qui lo conoscono tutti così, e se si va in pasticceria ad ordinarne uno, bisogna chiamarlo in questo modo. Intendo naturalmente riferirmi a quella sorta di panettone salato, suddiviso in tramezzini con svariata farcitura, che più o meno tutti conoscono.

Per Capodanno ne ho preparato uno. Per il pranzo di Capodanno, non per il cenone perché, nonostante il 31 sia anche il mio onomastico, non l’ho mai  festeggiato in modo particolare.

L’impasto si può anche fare, ed in internet ci sono ricette in quantità industriali. Però all’Ipercoop di Livorno li vendono già pronti, freschi di forno, e già tagliati a fette orizzontali. Sono abbastanza buoni.

E allora perché parlarne qui, dato che tutto si riduce alla farcitura?

Perché ci sono alcune particolarità che è bene sapere qualora ci si volesse cimentare nell’opera. Per me è stata la seconda realizzazione, ed ho avuto cura di evitare gli errori della prima.

1) Gli strati vanno riempiti UNO SI’ E UNO NO. Non voglio prendere in giro nessuno con una cosa tanto ovvia, però vi assicuro di aver conosciuto qualcuno che li aveva riempiti tutti, e poi non sapeva come agguantare i tramezzini!

2) Va preparato il giorno prima, in modo che abbia il tempo di compattarsi.

3) Si può naturalmente farcire con quello che si vuole. Io ho usato prosciutto cotto, salmone, formaggio Emmenthal a fettine, salsiccia, uova di lompo, carciofini tritati, etc. La pasta è spugnosa, e tende ad assorbire, quindi la farcitura deve essere abbondante e molto umida: ci vuole tanta maionese. Io ho usato quella “Home made”, e ne ho dovuta fare una dose da due uova: maionese sotto, maionese sopra, e farcitura nel mezzo.

4) Si riempiono gli strati (uno sì e uno no!) e si impilano tutti. E’ già abbastanza alto di suo, e con la farcitura raddoppia l’altezza. Conviene quindi prendere degli spiedini (ho usato quelli di bambù perché avevo quelli, ma vanno bene tutti) ed infilzarlo per il lungo, dall’alto in basso. Questa sorta di armatura serve a prevenire crolli.

5) Ciò fatto, si mette in frigo per una notte. Dal momento che il frigo tende a prosciugare, l’ho avvolto nella carta da cucina (tipo scottex) bagnata.

6) Il giorno successivo si taglia a spicchi (in senso radiale) con un coltello ben affilato, in sei od otto parti.

7) Si può decorare a piacere, sulla sommità e tutto intorno. Gli spiedini è bene toglierli in tavola all’ultimo momento, onde prevenire interventi come quello di mia zia, che per poco non faceva crollare tutto…

Commenti: la maggiore o minore bontà dipende naturalmente da cosa ci si è messo dentro, e anche da chi ha cotto la pasta; non ha importanza, invece, che i diversi strati siano armonizzati fra loro. Comunque è sicuramente di grande effetto.

E’ un buon antipasto, ma anche l’ideale per un buffet, un aperitivo, un cocktail…

Ci abbinerei un buon spumante secco, oppure uno champagne pas dosé. O un crémant. Insomma, bollicine.