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Peperoni cornetto ripieni di riso venere, nocciole, bacon e pomodori secchi

  • 8 peperoni cornetto rossi
  • 1 scalogno
  • 6 pomodori secchi grandi, di quelli non sott’olio (anche sott’olio ma vanno ben lavati).
  • 50 gdi nocciole già sgusciate
  • 100g di riso venere
  • 100g di bacon/pancetta affumicata
  • Olio, poco burro, sale fino e grosso, pepe bianco, timo, peperoncino

Voilà, torno a scrivere dopo secoli perché oltretutto sennò le ricette me le dimentico…

Preparazione della farcia. Passare al mixer nocciole e pomodori secchi (regolate gli ingredienti per tenerli in equilibrio), tritare lo scalogno e far imbiondire in una casseruola con olio e poco burro, aggiungere il bacon tritato grossolanamente, e quando inizia a sfrigolare, il riso venere. Risottare usando solo acqua calda con poco sale, fermando la cottura qualche minuto prima, aggiungere il mix di nocciole e pomodori secchi e spezie a piacimento (io ho usato pepe bianco, peperoncino, timo e niente sale ché i pomodori secchi erano salatissimi)

Preriscaldare il forno a 180°, intanto lavare e pulire i peperoni, infornarli in una teglia ricoperta di carta da forno così duri e puri per una decina di minuti. Toglierli, riempirli con il composto e ribadire per altri 20-25 minuti finché si iniziano leggermente a arrostire in superficie.

Filo d’olio a crudo, spolverata di sale grosso e timo e fine della storia.

Da bé: come sapori il piatto è abbastanza equilibrato. Sapidità e affumicatura bilanciano la pseudo-dolcezza dell’amido del riso, delle nocciole e del peperone (il cornetto è più dolce del peperone normale). Bianco, quindi, di buona struttura, e un po’ di aromaticità per via dell’affumicatura data dal bacon e cottura in forno: Chenin Blanc secco di Loira o Etna Bianco.

Filetto di manzo in granella di pistacchi e rosmarino, con salsa di peperone giallo e cuori di carciofo fritti interi

2 persone

  • 2 filetti di manzo
  • Pistacchi tostati e salati: una manciata
  • Un rametto di rosmarino
  • Un peperone giallo
  • Mezzo limone
  • Farina
  • 4 carciofi morelli
  • Olio per friggere
  • 1 spicchio d’aglio
  • Olio

Pulire i peperoni e, tagliati a pezzi il più possibile “piatti”, grigliarli dalla parte della pelle, per una quindicina di minuti abbondanti: la pelle deve essere nera. Nel frattempo sgusciare i pistacchi, lavare e asciugare il rosmarino e frullare il tutto senza ridurli in polvere. Pulire i carciofi fino a ottenerne il cuore, “strusciarli” col limone per evitare l’annerimento e passarli nella farina.

Quando i peperoni sono pronti chiuderli in un sacchetto del pane o di plastica per una quindicina di minuti, finché non saranno freddi: il vapore aiuterà a rimuovere la pelle. Spellarli con le mani, metterli nel mixer del frullatore a immersione con un dito scarso d’acqua e un filo d’olio e frullare fino ad ottenere una crema omogenea.

Scaldare l’olio per friggere in una casseruola, e quando è caldo immergere i cuori di carciofo: ci vorranno 5-8 minuti, perché l’interno dovrebbe restare croccante: la parte esterna si aprirà un po’ a fiore, come succede nella giudìa. Scaldare in una padella antiaderente l’olio con l’aglio e rimuovere quest’ultimo prima che annerisca; mettere i filetti, rosolare 3-4 minuti per lato, quindi toglierli e cospargerli con ¾ del trito di pistacchi e rosmarino, rimetterli in padella e completare la cottura a gusto (per me bastano altri 4 minuti per lato). Nel frattempo scolare i carciofi con un mestolo forato e metterli a perdere olio su di un piatto coperto da carta assorbente, a ridosso di una tazzina rovesciata, in modo che non tocchino troppo la carta.

Impiattare con la crema di peperoni; sopra il filetto, cosparso del rimanente trito di pistacchi e rosmarino; a margine i carciofi.

Io non ho aggiunto sale (grazie ai pistacchi) e andava bene così.

Da bé c’è un po’ di tutto: carne rossa, il dolce del peperone, il fritto. Serve o un pregevole rosato, oppure un rosso fruttato e di buona acidità, come un Barbera d’Alba o un Monica di Sardegna.

 

Tonno di maiale al gewurtztraminer con peperone ripieno di patè di melanzane e zucchine grigliate.

(2 persone)

  • 400g di polpa di maiale (arista)
  • Alloro, rosmarino, timo, basilico, insomma quello che si vuole
  • 3 spicchi d’aglio
  • 1 scalogno
  • Una bottiglia di gewurztraminer alsaziano (alsaziano perché hanno più residuo zuccherino dei nostri): il Pierre Sparr che si trova all’Esselunga va benissimo.
  • 4 filetti di acciughe
  • Una manciata di pepe verde in salamoia
  • Olio sale pepe & cotillons
  • 2 peperoni medio-piccoli e il più cubici possibile
  • 2 melanzane medie
  • 4 zucchine
  • Menta

È una preparazione da eseguirsi con un giorno di anticipo. Anche i peperoni, secondo me fatti prima e riscaldati in forno vengono più buoni.

Tagliare l’arista a pezzi piccoli e lasciarla a marinare il più possibile con il vino, gli odori, l’aglio e lo scalogno affettato.

Durante tutte le operazioni affettare le melanzane e le zucchine e grigliarle.

Preriscaldare il forno a 200°, lavare i peperoni, scoperchiarli dalla parte del picciolo (mantenendolo per tapparli) e privarli dei semi e dei filamenti; quando il forno è caldo metterli in una teglia con della carta da forno e farli cuocere da soli per 10 minuti. Toglierli e metterli capovolti su carta da cucina a scolare.

Scaldare un po’ d’olio in un tegame largo e dal fondo spesso, scolare i pezzi d’arista e rosolarli a fuoco vivo per 5-8 minuti, quindi riempire con la marinata, far prendere il bollore, abbassare a poco più del minimo e chiudere. Deve cuocere dai 45 minuti a 1 ora: ben cotto ma non stopposo.

Frullare le zucchine e le melanzane assieme a due, tre fogline di menta, un po’ di timo, sale e pepe a piacere e olio d’oliva abbastanza abbondante fino a ottenere un patè con cui si riempiranno i peperoni, poi richiusi da fiondare in forno per un’altra decina di minuti.

Una volta cotto il maiale toglierlo dalla marinata, far restringere quest’ultima di un terzo, tagliare al coltello non finissimi i pezzi di arista e impastarlo con la marinata ristretta. Trasferire negli stampini, coprire con olio e, una volta raffreddato, mettere in frigo una notte a compattare.

La cremina di acciughe è semplicissima: far scaldare un cucchiaio d’olio per ogni acciuga assieme al pepe verde, mettere i filetti di acciuga a sciogliere mescolando fino a ottenere una crema. La crema sarà poi servita sullo sformatino di tonno di maiale.

Da bé: ovviamente un gewurtztraminer, meglio se alsaziano. Altrimenti sempre un bianco, anche corposo, purché aromatico: potrebbe starci bene anche qualcosa a base di viogner. Altra idea: un vermentino di Gallura superiore, per bilanciare il sapido dell’acciuga.

Gnudi di rucola con salsa ai due peperoni e noci

(18 gnudi)

  • 300g ricotta
  • 2 mazzetti di rucola
  • 50g di farina 00 + altra per infarinare
  • 1 uovo
  • 60g di parmigiano reggiano
  • 1 peperone rosso
  • 1 peperone giallo
  • 10 gherigli di noce
  • 50g di burro
  • 5-6 foglie di salvia
  • Olio, sale, pepe

Scaldare la griglia in ghisa finché è rovente, nel frattempo lavare e pulire i peperoni, metterli con la pelle a contatto sulla griglia finché non diventa nera, quindi chiuderli dentro un sacchetto di carta a raffreddare.

Lavare la rucola, asciugarla bene e frullarla assieme ad una manciata di pan grattato. Grattugiare il parmigiano, impastare la ricotta con la farina e il parmigiano grattugiato schiacciando con i rebbi di una forchetta, quindi aggiungere l’uovo, pepare, salare secondo il gusto e mescolare fino ad ottenere una crema consistente. Aggiungere la rucola frullata e mescolare ancora: il colore dell’impasto deve diventare di un verde il più possibile omogeneo.

Togliere i peperoni dal sacchetto e spellarli (la pelle dovrebbe venire via facilmente), quindi frullarli separatamente con 5 gherigli di noce ciascuno e un filo d’olio (poco), più sale e pepe a scelta.

Preparare gli gnudi: spargere la farina sulla spianatoia e infarinarsi BENE le mani, prendere con un cucchiaio una palla di impasto, mettersela sulle mani infarinate e “passarsela” da una mano all’altra, per farle prendere forma, quindi appallottolarla sulla spianatoia. Dopo poco si prende la mano, e la prima volta che si fanno in cucina sembrerà essere passato un tornado, niente paura.

Far bollire l’acqua, salarla (poco), e nel frattempo far soffriggere il burro in un pentolino, aggiungendo poi la salvia finché non diviene croccante.

Gli gnudi si cuociono come gli gnocchi: buttati nell’acqua, sono pronti quando vengono a galla (ci vorranno 5 minuti). Servire stendendo due pozzanghere di salsa ai peperoni, adagiare sopra gli gnudi e completare con salvia e burro.

Da bé. Dura: l’amaro della rucola infastidisce. Una bollicina metodo charmat, come un prosecco Cartizze.

Faraona coi peperoni

Non sapevo come cuocere della faraona che avevo comprato, quindi mi sono detta “il pollo sta bene coi peperoni, ci starà bene anche la faraona”…et voilà!

Ingredienti per 2:

  • 2 sovraccosce o cosce di faraona
  • 4 peperoni verdi piccoli (oppure 2 grossi)
  • 4/5 patatine novelle
  • 1 cipolla rossa
  • 2 pomodori polposi
  • olio, aglio, pepe, sale, peperoncino
  • birra o vino per sfumare

Scaldare in una padella mezza cipolla, uno spicchio d’aglio e un peperoncino in poco olio. Aggiungere la faraona precedentemente pulita e spellata e far sigillare a fuoco vivace. Sfumare con della birra o del vino.

Nel frattempo pulire le verdure, tagliare a pezzi i peperoni, grattare la pelle alle patatine novelle e tagliarle a tocchetti,tagliare a pezzi i pomodori (meglio se spellati) e l’altra mezza cipolla.

Una volta sfumato l’alcool, aggiungere le verdure alla faraona, coprire e lasciare cuocere almeno una mezzora. Salare, pepare e servire. Ci sarebbe stato bene anche del riso di accompagnamento, visto che il sugo era abbondante, sarebbe diventato un bel piatto unico.

Caponata light

La ricetta della vera caponata preverebbe di friggere melanzane e peperoni. Io, causa dieta, ho deciso di saltare questo passaggio.

Ingredienti:

  • 1 melanzana
  • 2 peperoni (i miei erano verdi)
  • 1 costa di sedano
  • 1 carota
  • 1 cipolla rossa
  • 2 pomodori polposi
  • olive (io adoro la salinità delle taggiasche)
  • capperi sotto sale
  • pinoli
  • uvetta
  • aglio, peperoncino, sale, pepe, olio

In poco olio fate appassire lentamente la cipolla tagliata a pezzi grossolani, il peperoncino e lo spicchio d’aglio tagliato a metà. Aggiungete quindi le verdure: le melanzane fatte a cubetti e messe sotto un peso con del sale grosso per eliminare l’amaro, i peperoni tagliati a striscioline, le carote fatte a fette, il sedano fatto a pezzi e i pomodori tagliati a pezzettoni. Aggiungere quindi una manciata di capperi (sciacquati per levare il sale), una di olive, una di uvetta e una di pinoli (meglio se precedentemente tostati per qualche minuto in forno).

Salate, pepate e cuocete coperta per circa una mezzora, fino a che il pomodoro ha fatto un po’ di sugo e le verdure sono ben cotte.

Sta benissimo con carne, pesce o pollame, io l’ho servita con un bel polletto bio cotto sulla brace.

Peperoni ripieni vegetariani

Questa è una ricetta relativamente leggera rubata alla nonna del Gourmet e rivisitata. In realtà non esiste una vera e propria ricetta, funge un po’ da svuota frigo, ovvero ci si mette quello che si ha. La base è comunque composta da:

  • peperoni of course (io uso quelli verdi a corno perché sono dolci e sono gli unici che non mi restano indigesti)
  • uova, diciamo 2 ogni 3 peperoni
  • una grattata abbondante di parmigiano
  • pane ammollato nel latte (o in mancanza pangrattato)
  • basilico
  • sale, pepe

A scelta si possono poi aggiungere: pomodori tagliati a cubetti, mozzarella, zucchine, altre verdurine…insomma quello che vi ispira sul momento.

In una teglia antiaderente mettete un filo d’olio e adagiate i peperoni precedentemente tagliati a metà. Mescolate tutti gli ingredienti per il ripieno e riempite con un cucchiaino. Mettete nel forno caldo abbestia e fate cuocere finché la superficie non è bella gratinata e i peperoni cotti (se usate questo tipo di peperoni ci vogliono 10, max 15 minuti).

Un’ottimo sostituto al tipico ripieno di carne…

Spaghettini di riso ai peperoni verdi e aringa

Spaghettini di riso ai peperoni verdi e aringa

Continuo a pensare possibili incroci culinari. Stamattina mi sono preparato il pranzo da portare a lavoro, e visto che ieri sera per non farli sciupare avevo cotto in forno una tegliata abbondante di friggitelli (peperoncini verdi dolci) con fettine di pomodorino, aglio e cipollotto, ho deciso di tentare questa pasta bizzarra ma, vi dico subito, riuscitissima. Il sapore è entusiasmante se vi piacciono le note affumicate. La rifarò di sicuro.

Poiché ancora i pacchi con le provviste nipponiche latitano, ho preparato il piatto con roba che si trova tranquillamente in qualsiasi supermercato.

Ingredienti per me

  • 100g di spaghetti di riso cinesi o giapponesi (sono quelli trasparenti, finissimi, in fitte matasse)
  • 1 cipollotto
  • 3 o 4 funghi prataioli (champignon)
  • 5 o 6 friggitelli arrostiti
  • 2 cucchiai di salsa di soia
  • 1 filettino di aringa affumicata

Preparazione

Mentre bolle l’acqua in poco olio soffriggete per 2 minuti il cipollotto e i funghi a fettine. Unite poi per 1 minuto di cottura l’aringa a dadini.

Nel frattempo tagliate a listerelle i peperoni verdi arrostiti e teneteli da parte.

Cuocete gli spaghettini per 3 o 4 minuti, agitando spesso perché tendono a rimanere ammassati.

Scolate e saltate 2 minuti in padella con le verdure e la salsa di soia, e alla fine i peperoni.

Il sapore è meglio del profumo, il che è tutto dire.