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Filetto di maiale avvolto nel cavolo nero su crema di pecorino stagionato

—       2 filetti di maiale da 100g ciascuno

—       1 cavolo nero di media grandezza

—       1 porro

—       1 spicchio d’aglio

—       1 bicchiere di vino bianco

—       Panna da cucina 150g

—       Pecorino garfagnino stagionato 80g

—       Olio, Sale, pepe nero, pepe bianco, timo, origano

Pulire il cavolo nero facendo attenzione a non rompere le foglie, scottarlo in acqua bollente salata per un minuto, scolare e far asciugare su un canovaccio. In una padella scaldare l’olio con l’aglio in camicia, nel frattempo cospargere i filetti con il sale, i pepi, il timo e l’origano; togliere l’aglio, far rosolare il più possibile uniformemente, circa 5-8 minuti per lato a fiamma non troppo vivace; sfumare con il vino. Quando il vino è evaporato togliere i filetti, farli asciugare su carta assorbente, avvolgerli con le foglie di cavolo legandoli con alcune striscioline delle foglie verdi del porro. Far scaldare altro olio nella padella e stufare il porro tritato finemente senza farlo imbrunire, quindi toglierlo dalla padella e metterci i filetti avvolti: 5 minuti per lato a fuoco medio-basso coperti.

Salsa di pecorino: far sobbollire la panna, grattugiare il pecorino (tenendo qualche scaglia per decorazione) e stemperarlo dentro girando con un mestolo di legno senza far bollire (sennò si brucia). Filtrare la salsa al cinese (o se non c’è il cinese, a un colino).

Servire un disco di salsa, adagiare l’involtino, aggiungere le scaglie di pecorino, e, a fianco, i porri. Accompagnare con patate arrosto.

Da bé: il grasso del maiale (che deve restare rosa all’interno) e la cremosità sapida del pecorino vogliono un bianco morbido e di buona acidità (Colli Orientali del Friuli Ribolla Gialla; Vermentino di Sardegna) oppure un rosso giovane e leggermente tannico (Dolcetto di Alba, Bonarda ferma dell’Oltrepò Pavese).

Passata di porro e patata con gamberi teriyaki

Crema di patate e porri con gamberi teriyaki

Avevo detto che avrei cominciato a guardare ad Oriente, quindi mentre attendo trepidante un paio di pacchi di ingredienti imprescindibili quanto rari, ho improvvisato stasera questo piatto che potremmo orrendamente definire fusion, con una base tradizionale e un’aggiunta Jap.

Per maggiore precisione ho deciso di provare una delle salse per marinatura e condimento più facili da trovare: la salsa teriyaki appunto. Il risultato è stato decisamente interessante, e costituisce un approccio soft ai sapori giapponesi.

Aspettate che mi arrivi il katsuobushi e poi vedrete!

Ingredienti per 2 + Ganascino

  • 1 porro
  • 3 patate
  • Olio evo
  • Una manciata di gamberi
  • 4 cipollotti freschi
  • 3 cucchiai di salsa Teriyaki
  • Semi di sesamo e papavero
  • Zenzero in polvere

Preparazione

Sgusciate i gamberi e metteteli a marinare in una ciotola con la salsa e un po’ di zenzero. Ogni tanto dategli una giratina.

Cominciate in pentola con il porro tritato, quindi unite le patate a dadini. Fate insaporire per qualche minuto poi coprite a filo con acqua calda o brodo vegetale. Quando le patate saranno tenerelle, passate al miniper e aggiustate di sale (nota buffa: il treenne ha detto tutto compito: «Veramente deliziosa!». Son soddisfazioni, sono!).

Nel frattempo, su spiedini di legno alternate i gamberi con pezzetti di cipollotto. Impanate gli spiedini nei semini e grigliate. Per un migliore risultato spennellate in cottura con la salsa della marinatura.

Impiattate mettendo la minestra, un filo di olio a crudo, uno o due spiedini, una macinatina di pepe.

Banzai!